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Il Ciclone Harry e gli occhiali di mia nonna

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Nei giorni scorsi il ciclone Harry ha imperversato sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna lasciando dietro di sé devastazione e perdite economiche stimate pari al 1% del PIL nazionale.

Questo freddo numero non contempla le sofferenze umane, la chiusura delle attività commerciali e produttive, la riduzione dei redditi, la contrazione dei consumi, l’esodo dalle zone colpite e la possibile emigrazione degli abitanti. Per lo Stato si stima già una perdita di oltre 6 miliardi del gettito fiscale (Il Sole 24 Ore del 04/02/2026) e il governo, come evidenziato dal quotidiano economico, si trova nella situazione non solo di avere una minor entrata fiscale ma anche di dover trovare dei fondi per aiutare le popolazioni e le aziende colpite. In attesa di trovare tali fondi da stanziare al momento l’intervento dello Stato si è fermata a 100 milioni.

Servono soldi e servono subito! In questo momento è particolarmente vero il detto Il tempo è denaro: ogni ritardo nell’erogazione di aiuti si trasforma in una sciagura per le popolazioni e le aziende colpite e, di conseguenza, per le istituzioni regionali e statali.

A ciò si aggiunga che la burocrazia italiana è lenta e complicata e i suoi tempi lunghissimi sono l’opposto di quanto serve adesso.

Servirebbe uno strumento in grado di fornire allo Stato soldi in tempi brevi, ma come fare? Dove trovarli?

Mi viene in mente mia nonna che un giorno cercava disperatamente gli occhiali che… aveva alzato sulla testa.

Nel 2018 fu presentato alla Camera il progetto per uno strumento di pagamento realizzabile in tempi brevissimi e in grado di fornire allo Stato e ai cittadini risorse finanziarie istantanee. Esattamente quello che oggi tutti cercano e che nessuno sembra vedere proprio perché, come gli occhiali della nonna, esiste già ed è a portata di mano.

Senza cercare fondi sul mercato finanziario, senza indebitarsi con mezzo mondo, senza elemosinare dalla BCE, senza generare debito pubblico, nel rispetto dei trattati internazionali e delle norme italiane la soluzione esiste ed è stata chiamata Sistema Integrato di Risparmio Erariale, abbreviato S.I.R.E., un nome che ricorda sia la sovranità italiana che le LIRE.

Nel 1997 per incentivare le vendite in alcuni settori industriali, lo Stato iniziò a riconoscere ai cittadini/acquirenti dei Crediti Fiscali sugli acquisti. In pratica Mario comprava un prodotto che il Governo voleva promuovere, lo Stato gli riconosceva un credito pari ad una certa percentuale della spesa e tale credito poteva essere scalato dalle tasse negli anni successivi senza provocare debito pubblico.

In questo modo i tre agenti della compravendita, Stato, negoziante e acquirente, guadagnavano tutti.

  • lo Stato incentivava gli acquisti, incassava subito l’Iva e le imposte aumentate sul reddito del negoziante;
  • il negoziante vendeva i suoi prodotti incentivati dallo Stato;
  • l’acquirente aveva una riduzione delle tasse in proporzione al prezzo del prodotto acquistato.

Il Sire è esattamente la stessa cosa con l’aggiunta che il credito d’imposta non resta fermo ma può essere scambiato e usato tra gli italiani aumentando la circolazione monetaria e quindi, grazie al meccanismo del moltiplicatore, aumentando il benessere della popolazione. Ogni scambio di credito avviene tramite una piattaforma che assicura la tracciabilità delle emissioni, delle cessioni e la prevenzione di abusi e utilizzi impropri. Questa piattaforma consente anche una programmazione ex ante di ogni intervento pubblico e un controllo ex post dei risultati ottenuti.

Il credito d’imposta cedibile, introdotto per la prima volta al mondo dal Decreto Rilancio n. 34/2020 ancora in vigore per i terremotati dell’Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio,

  • è benvisto dalla Unione Europea;
  • è stato recepito dal Manuale del Deficit e del Debito Pubblico (MGDD) del 2022 di Eurostat;
  • è presente a pag.38 della Parte B del Rapporto internazionale sul futuro della Competitività Europea proposto da Mario Draghi nel 2024.

Questo mezzo di pagamento immediato, in grado di risolvere i problemi emergenziali di cittadini, aziende e Stato, è basato su strutture già parzialmente esistenti nel nostro ordinamento (come la cedibilità dei crediti d’imposta) e pienamente compatibile con i Trattati Europei ed i vincoli di Maastricht.

Supponiamo che il Governo spedisca ad ogni persona fisica e giuridica delle aree colpite, stimiamo in tutto 10 milioni di Codici Fiscali, un tesserino tipo bancomat, usabile come un bancomat, e caricato con 100 Sire. I cittadini possono scambiarsi i Sire acquistando in loco beni alimentari e le imprese possono pagare i propri dipendenti con lo stesso mezzo perché Un Sire equivale a Un Euro mentre i comuni e le provincie possono effettuare i lavori necessari per tamponare l’emergenza pagando in toto o in parte coi Sire. Trascorsi due anni dall’accredito i Sire possono essere usati per pagare le tasse in euro oppure restare sul conto ricevendo un incremento annuo netto e garantito dallo Stato che così torna ad essere un agente attivo nella salvaguardia del risparmio dei cittadini come sancito dalla Costituzione.

Per la prima volta nella storia italiana il cittadino riceve dallo Stato una donazione, che può essere ripetuta nel tempo in attesa di risolvere i problemi più contingenti, e i Comuni e le Provincie possono operare immediatamente senza attendere per anni leggi, decreti e infine i finanziamenti.

Col Sire lo Stato è presente sui luoghi delle emergenze non come passerella dei politici ma operativamente riportando in poco tempo le aree colpite alla normalità, senza lasciare i cittadini e le aziende senza lavoro e senza mezzi di sussistenza.

Ogni società matura pensa non solo al presente ma anche alle possibili catastrofi future e deve dotarsi di un mezzo di intervento rapido, efficiente ed efficace in grado di far fronte immediatamente alle calamità che si possono presentare.

Come per gli incendi ci siamo dotati dei Vigile del Fuoco così ci dobbiamo dotare di un mezzo monetario altrettanto valido e veloce che nelle emergenze possa aiutare i cittadini, le aziende e lo Stato.

Chi, come mia nonna con gli occhiali, alzerà la mano sopra alla testa e troverà questo strumento già ideato e pronto sarà il benemerito del popolo italiano.

Galileo Ferraresi
Movimento culturale Un Mondo Positivo
https://unmondopositivo.it/

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