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Il caffè che delocalizza, quello che non capiscono i sindacati.

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La FIOM e non solo, da anni protestano per i licenziamenti impedendo le delocalizzazioni produttive nell’Est Europa.
La critica va proprio alla FIOM e ai sindacati in generale i quali ideologicamente e oggettivamente non hanno capito che i licenziamenti e delocalizzazioni sono gli effetti e NON le cause della lenta deindustrializzazione italiana.
Le cause in realtà sono principalmente due: l’euro e le acquisizioni estere, conseguenza della prima e in tempi non sospetti, fu inviata una lettera aperta a Landini, per spiegare il nesso tra euro e svalutazione salariale, ma fino ad ora, non c’è stato nessun riscontro dal segretario della FIOM.
Una moneta che non rispecchia il reale stato economico di un Paese perchè a cambio fisso con gli altri Stati del continente in un contesto di commercio estero, non potendo essere flessibile per riequilibrare le competitività tra gli Stati, si dovrà inesorabilmente flessibilizzare il lavoro.
Quindi: taglio salari, precarietà, licenziamenti e continua ricerca nel risparmiare nei costi di produzione e lavoro anche a costo di trasferire in un altro Paese, la Romania che guarda caso ha una moneta che si è svalutata fino al 35% con l’euro dalla nascita della moneta unica europea e dove i salari sono in media di 2500 nuove lei (570 euro) mensili.

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Cattura ron


Questo deve far capire, oltre al problema dell’euro che erode competitività la quale deve essere successivamente recuperata tramite la svalutazione del lavoro, che le acquisizioni straniere, non sono un fattore positivo per l’economia nazionale, come dire: non esiste babbo Natale, per il fatto che gli stranieri puntano al profitto personale a tutti i costi, anche a costo di licenziare, dal momento che hanno investito. Inoltre i profitti creati da soggetti stranieri, in un altro Paese, ritorneranno alla madrepatria degli investitori e quindi si configurerà una fuoriuscita di capitali dal Paese (in questo caso l’Italia) andando quindi a contribuire negativamente alla bilancia pagamenti.
Purtroppo i sindacati continueranno a protestare sugli effetti senza mai risalire le cause e senza neanche sapere che ciò che sta accadendo in Italia è un film già visto in Argentina quando si legò al cambio fisso con il dollaro, fino al conseguente default del 2001 e alla Germania Est con l’adozione del marco dell’Ovest pesante, che ha portato alla quasi totale deindustrializzazione dell’ Est tedesco. 


Anche la storia economica ritorna sempre e non c’è Jobs Act che tenga se per essere competitivi con l’euro si deve distruggere la domanda interna.
moneta disc

 

 

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