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Il boomerang del Minnesota: Tim Walz getta la spugna tra scandali miliardari e l’ironia di Trump
Il governatore dem getta la spugna travolto da un buco di bilancio miliardario sui fondi COVID. L’ironia di Trump: il mantra dei democratici si ritorce contro di loro.

Tim Walz, governatore del Minnesota ed ex candidato alla vicepresidenza democratica, non cercherà la rielezione governatoriale. Una decisione che arriva non come un fulmine a ciel sereno, ma come la logica conseguenza di uno scandalo che sta scuotendo le fondamenta dello stato dei Grandi Laghi. E mentre Walz prepara l’uscita di scena, Donald Trump non perde l’occasione per ribaltare contro i Dem il loro stesso mantra: “Nessuno è al di sopra della legge”.
La vicenda, che mescola cattiva gestione amministrativa e frodi sistemiche, offre uno spaccato preoccupante su come la spesa pubblica, se non controllata, possa trasformarsi in un bancomat per organizzazioni criminali.
Il ribaltamento della narrazione
Per anni, durante le varie incriminazioni e i processi a suo carico, Donald Trump si è sentito ripetere dai vertici del Partito Democratico — da Joe Biden a Nancy Pelosi — che la legge è uguale per tutti. Oggi, con una tempistica che l’ex Presidente non ha esitato a sfruttare, la situazione si è capovolta.
Lunedì pomeriggio, Trump ha commentato su Truth Social il ritiro di Walz con il suo consueto stile diretto: “Il governatore Walz ha distrutto lo Stato del Minnesota, ma altri, come il governatore Gavin Newscum, JB Pritzker e Kathy Hochul, hanno fatto, a mio avviso, un lavoro ancora più disonesto e incompetente. NESSUNO È AL DI SOPRA DELLA LEGGE!”.
L’ex candidato vice di Kamala Harris ha giustificato il suo passo indietro citando la necessità di concentrarsi sulla difesa del Minnesota contro “i criminali che approfittano della nostra generosità”, ammettendo implicitamente che una campagna elettorale gli toglierebbe il tempo necessario per gestire la crisi. Una dichiarazione che suona come una resa di fronte all’evidenza dei numeri.
I numeri del disastro: quando i controlli mancano
Il cuore del problema non è politico, ma finanziario e amministrativo. Il Minnesota è al centro di uno scandalo tentacolare che riguarda l’appropriazione indebita di fondi pubblici, molti dei quali legati agli aiuti dell’era COVID.
Le indagini hanno portato alla luce un sistema di frodi massicce che ha coinvolto diversi settori del welfare state locale. Ecco i punti chiave emersi finora:
Fondi COVID: Schemi di riciclaggio di denaro legati a programmi fraudolenti per i pasti e l’assistenza abitativa.
Servizi Sociali: Coinvolgimento di asili nido e servizi Medicaid in operazioni poco trasparenti.
La comunità somala: Le indagini hanno portato a dozzine di arresti, concentrati in gran parte nella numerosa comunità somala dello stato, un dettaglio che ha sollevato enormi polemiche sulla gestione dell’integrazione e dei fondi ad essa destinati.
Le cifre sono da capogiro. Sebbene i conteggi siano ancora in corso, i funzionari locali ipotizzano che la frode potrebbe superare il miliardo di dollari, con stime pessimistiche che si spingono fino a 9 miliardi. Parliamo di una voragine nei conti pubblici che farebbe impallidire qualsiasi amministratore attento al buon uso delle tasse dei cittadini.
La reazione politica e il “Lawfare”
La portavoce della Casa Bianca (dell’amministrazione Trump entrante o attuale figura di spicco repubblicana, ndr), Abigailizzato Jackson, non ha usato mezzi termini: “Tim Walz e i suoi amici sono stati sorpresi a derubare i contribuenti del Minnesota che lavorano sodo e ora ne affronteranno le conseguenze”.
La vicenda offre a Trump la possibilità di chiudere il cerchio sulla cosiddetta “weaponization” (l’uso politico) della giustizia. Dopo aver subito 34 capi d’accusa a Manhattan e molteplici indagini federali, il Tycoon presenta ora le dimissioni di fatto di Walz come la prova che il sistema corrotto si sta sgretolando. “Abbiamo posto fine al governo armato,” ha dichiarato Trump, “dove un presidente in carica può perseguire viziosamente il suo avversario politico”.
Walz, da parte sua, ha tentato una difesa d’ufficio, sostenendo che le cifre multimiliardarie sono state “sensazionalizzate” dai Repubblicani e rivendicando di aver agito per fermare i pagamenti sospetti. “È successo durante il mio mandato, ne sono responsabile e, cosa più importante, sono io che sistemerò la cosa”, ha detto a dicembre. Tuttavia, la decisione di non ricandidarsi suggerisce che il peso politico di questa responsabilità fosse diventato insostenibile.
La parabola di Walz dimostra un vecchio adagio caro a chi osserva i conti pubblici: non basta stanziare fondi per risolvere i problemi; senza controllo e rigore, la spesa pubblica rischia di alimentare non il benessere, ma l’illegalità. Con questa infloriosa ritirata si chiude definitivamente la disastrosa compagna elettorale dei Dem del 2024
Domande e risposte
In cosa consiste esattamente lo scandalo che ha colpito il Minnesota? Si tratta di una frode massiccia legata alla gestione dei fondi pubblici, in particolare quelli stanziati durante l’emergenza COVID-19. Le indagini hanno rivelato schemi di riciclaggio di denaro attraverso programmi fittizi per la fornitura di pasti, servizi abitativi, asili nido e fondi Medicaid. Le autorità stimano che il danno economico possa variare da 1 miliardo fino a un potenziale, catastrofico, di 9 miliardi di dollari. Le indagini hanno portato a numerosi arresti, coinvolgendo in modo significativo membri della comunità somala locale.
Perché Trump insiste sulla frase “Nessuno è al di sopra della legge”? La frase è stata utilizzata come uno slogan dai Democratici (inclusi Biden, Pelosi e Schumer) per anni contro Trump durante i suoi procedimenti giudiziari e impeachment. Utilizzandola ora contro Walz, Trump opera un ribaltamento retorico: intende sottolineare l’ipocrisia dei suoi avversari e suggerire che la corruzione reale si annidava proprio tra coloro che lo accusavano. È una mossa politica per evidenziare il fallimento amministrativo dei Democratici e rivendicare una vittoria morale dopo anni di battaglie legali che lui definisce “lawfare”.
Quali sono le conseguenze politiche immediate per Tim Walz? L’effetto immediato è la fine, almeno temporanea, della sua carriera politica di alto livello. Rinunciando alla rielezione, Walz ammette implicitamente la gravità della situazione e l’impossibilità di condurre una campagna elettorale efficace mentre è sotto assedio per uno scandalo di tali proporzioni. Politicamente, questo danneggia l’immagine del Partito Democratico in uno stato chiave del Midwest, esponendo il fianco alle critiche repubblicane sulla gestione “allegra” del denaro pubblico e sulla mancanza di controlli adeguati nei programmi di welfare.







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