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IL BANCO VINCE (SEMPRE)

Talvolta – per far capire agli ottusi quanto essi siano stati istituzionalizzati da un Sistema di costrizione fisica o

psicologica (parliamo di manicomi, carceri, collegi o anche società civili del mondo ‘libero’, come la nostra) – bisogna

lavorar di metafora. Tipo ricorrendo alle parabole per le teste dure, come faceva Gesù. Allora, per spiegare le recenti

vicende bancarie italiane, proviamo con questa. C’era una volta una mamma che aveva due figlioli, Pierino la Peste,

furbo e cattivo più del demonio, e Paolino il Pirla, fesso e zuzzurrellone quanto il maggiore dei fratelli Dalton. Pierino

la Peste usava e abusava dei giochi di Paolino il Pirla, li prestava, ne faceva scempio o commercio e poi – se, e quando,

ne aveva voglia – glieli restituiva. Quando Paolino protestava con la mamma, quest’ultima minimizzava e lo pregava

di portare pazienza perché Pierino aveva un carattere un po’ così e bisognava saperlo prendere. E poi la Peste era

anche fondamentale per la famiglia, aveva una funzione di equilibrio e di garanzia per l’ecosistema familiare nel suo

complesso. Paolino non ci capiva una mazza, ma si adeguava. Un giorno, però, Pierino la fa davvero grossa: piglia un

fiammifero e incendia la gran parte dei giochi di Paolino tranne alcuni che miracolosamente si salvano. A quel punto,

mentre Pierino piange e Paolino se la ride, la mamma assume una decisione salomonica: onde salvaguardare la

funzione di equilibrio e di garanzia dell’ecosistema familiare nel suo complesso, spacca il porcellino salvadanaio di

Paolino il Pirla e usa tutti i suoi soldi per ricomprare i giochi inceneriti. Poi regala le poche carabattole rimaste

intonse a Pierino la Peste facendosi dare, come contropartita, una pedina del Monopoli. Infine, spiega a Paolino il

Pirla che – da quel momento in poi – egli dovrà continuare a prestare i suoi giochi nuovi di zecca al fratello perché

questi possa – in ragione di una politica di equilibrio e di garanzia dell’ecosistema familiare nel suo complesso –

seguitare ad usarle e abusarle. Ora, come avrete capito, Pierino la Peste è il Sistema Bancario, Paolino il Pirla è il

Popolo Italiano, i giocattoli di quest’ultimo sono i soldi dei cittadini, la mamma è lo Stato, l’incendio doloso sono gli

investimenti ad altissimo rischio o la criminale creazione di denaro dal nulla che le banche sono, da tempo

immemore, legittimate a realizzare, il segnaposto del Monopoli è l’euro simbolico con cui Unicredit, forse, comprerà

gli asset buoni delle banche venete mentre la collettività si sobbarcherà di tasca sua, con miliardi di euro, il debito

residuo. Di fronte a uno scandalo così enorme, a un’ingiustizia così ingiusta, non ci stupiremmo che l’aneddoto di cui

sopra finisse con un matricidio. E invece, nella realtà, termina sempre tutto a tarallucci e vino per il Banco. Perché il

Banco vince. Sempre. Come al casinò. Ma la grande stampa e le istituzioni tacciono perché, di quel casinò, e del

casino conseguente, sono le remuneratissime tenutarie.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com

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