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Hanno rinviato le cartelle? Si ma vi prolungano di due anni l’accertamento. Il regalo avvelenato di Conte

Il governo con una mano dà, e con l’altra toglie il doppio.

Il DL che proroga i termini di ripresa delle attività della riscossione, estendendo il periodo di sospensione delle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2020, ripresenta  però il rinvio del termine di prescrizione e decadenza, una norma già prevista dal decreto Cura Italia e successivamente cancellata dopo non poche polemiche.

Nel dettaglio, la bozza del decreto fiscale stabilisce, modificando l’articolo 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, che:

“Con riferimento ai carichi, relativi alle entrate tributarie e non tributarie, affidati all’agente della riscossione durante il periodo di sospensione di cui ai commi 1 e 2 bis, sono prorogati di dodici mesi:

  1. il termine di cui all’articolo 19, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112;
  2. anche in deroga alle disposizioni dell’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, e salvo quanto previsto dall’articolo 157, comma 3, del decreto-legge 9 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, i termini di decadenza e prescrizione in scadenza nell’anno 2021 per la notifica delle cartelle di pagamento. Relativamente ai termini di decadenza e prescrizione in scadenza nell’anno 2020 per la notifica delle cartelle di pagamento, si applica quanto disposto dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.”

Una novità che, per l’Agenzia delle Entrate, rappresenta una misura di favore per il contribuente, perchè, secondo un regolamento  in questo modo l’Agenzia non sarà obbligata a mandare tutte le nuove cartelle, relative al 2015, entro fine anno. Però questo significa che le cartelle potranno essere emesse sino al 31/12/2022 per quelle scadenti al 202o e alla stessa scadenza per quelle che sarebbero giunte  prescrizione nel 2021.

Alla proroga di due mesi per gli adempimenti fiscali previsti nel periodo tra l’8 marzo e il 31 maggio, il DL n. 18 del 17 marzo 2020 ha affiancato l’allungamento dei termini di prescrizione previsto dal decreto legislativo n. 159 del 24 settembre 2015.

Due mesi contro due anni. Nella pratica, prendendo come esempio le attività di accertamento sulle dichiarazioni dei redditi, la novità si traduce nel rinvio al 31 dicembre 2022 dei termini per i controlli fiscali relativi al 2015 ed al 2014 nel caso di dichiarazione omessa. Ormai si va verso la persecuzione eterna.

Il sogno per il PD , l’incubo per i contribuenti. Il tutto fatto passare per un forse ai contribuenti.


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