Seguici su

Cultura

Guglielmo Pepe, il grande Calabrese che visse tre rivoluzioni

Da God Save the Vintage un altro video sulla Storia d’Italia con un eroe ormai quasi dimenticato: il Generale Gugliemo Pepe da Squillace

Pubblicato

il

Tra le figure che hanno plasmato il lungo e travagliato percorso verso l’Unità d’Italia, quella di Guglielmo Pepe spicca per la sua straordinaria coerenza e per la capacità di attraversare da protagonista ben tre diverse stagioni rivoluzionarie. Il video proposto dal canale “God Save The Vintage” ci accompagna in un affascinante viaggio alla riscoperta di questo generale calabrese, nato a Squillace nel 1783, che ha dedicato l’intera esistenza all’ideale di una patria libera, indipendente e costituzionale.

La narrazione prende le mosse dalla sua formazione presso la prestigiosa Scuola Militare della Nunziatella e dal suo precoce battesimo del fuoco durante la Repubblica Napoletana del 1799. Ancora giovanissimo, Pepe abbracciò con ardore le istanze giacobine, pagando le sue scelte con le ferite e la prigionia. Costretto all’esilio e successivamente arruolatosi nella Legione Italica, visse in prima persona l’epopea napoleonica, combattendo sui campi di battaglia di mezza Europa, dalla Spagna all’Italia. Fu proprio in quegli anni tumultuosi che maturò l’esperienza militare e la visione politica che lo avrebbero reso una figura chiave negli anni a venire.

Tuttavia, è nei moti costituzionali del 1820-21 e nella celebre “primavera dei popoli” del 1848 che Guglielmo Pepe incide indelebilmente il suo nome nella storia risorgimentale. Nel 1820 fu l’anima della rivoluzione a Napoli, tentando di trasformare l’esercito borbonico in uno strumento di liberazione nazionale, un progetto audace infranto solo dalla massiccia reazione austriaca. Ancora più emblematico fu il suo ruolo nel 1848. Inviato da Re Ferdinando II a combattere gli austriaci nel Nord Italia a fianco dei piemontesi, Pepe si trovò di fronte a una scelta cruciale quando il sovrano, con la svolta reazionaria del 15 maggio, ordinò il rientro delle truppe.

Rifiutando di obbedire e ponendo la fedeltà alla causa italiana al di sopra di quella dinastica, Pepe proseguì con un manipolo di volontari verso Venezia. Lì assunse il comando supremo della difesa della Repubblica di San Marco, organizzando una resistenza eroica e disperata contro l’assedio austriaco che durò fino all’agosto del 1849. Il video ripercorre con chiarezza queste tappe fondamentali, restituendoci l’immagine di un uomo che preferì sempre la via dell’esilio al compromesso. Morendo a Torino nel 1855, Pepe non fece in tempo a vedere compiuta l’Unità per cui aveva tanto combattuto, ma ne gettò le basi morali e militari, lasciando un’eredità di coraggio che merita di essere ricordata e approfondita.

Buona visione!

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento