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Guerra del greggio: le nuove sanzioni USA contro la “flotta fantasma” dell’Iran

Gli Stati Uniti sanzionano un vasto network internazionale di petroliere e società ombra che consentono all’Iran di eludere l’embargo ed esportare petrolio verso i mercati asiatici.

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L’amministrazione statunitense ha deciso di stringere ulteriormente i bulloni del sistema sanzionatorio contro l’Iran, prendendo di mira il cuore pulsante dell’export energetico di Teheran: la cosiddetta “flotta fantasma” (o shadow fleet). L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro USA ha infatti annunciato una nuova ondata di misure restrittive contro una complessa rete internazionale di navi e società di comodo, accusate di trasportare petrolio greggio, GNL e prodotti petrolchimici verso i mercati asiatici.

Dal punto di vista economico, ci troviamo di fronte al classico paradosso delle sanzioni. Quando un’economia è sottoposta a un embargo, il mercato – guidato dalla pura domanda e offerta – non si ferma, ma si sposta semplicemente nell’ombra, aumentando i costi di transazione e premiando gli intermediari che accettano il rischio. Nonostante anni di restrizioni, l’Iran ha continuato a esportare volumi significativi di idrocarburi tra il 2025 e l’inizio del 2026, finanziando così il proprio bilancio statale.

La mappa del contrabbando globale

L’operazione americana colpisce una costellazione di petroliere e gasiere che sfruttano il meccanismo delle “bandiere di comodo” e si avvalgono di un network di società registrate in giurisdizioni lontane e spesso opache. Le rotte individuate portano principalmente verso l’Asia meridionale, l’Asia orientale, e hub strategici come Gibuti e gli Emirati Arabi Uniti.

Per fare chiarezza sulla portata dell’intervento, ecco le principali entità sanzionate:

Nome NaveTipologia di CaricoBandieraSocietà Controllante / GestoreSede della Società
SEA BIRDGNL / GPLPalauHorizon Harvest ShippingEmirati Arabi Uniti
AVONGNL (verso Pakistan/Bangladesh)ComoreAayat Ship ManagementIndia
AL DIAB IIGNL (verso Pakistan/Somalia)PalauBlack Stone Oil and GasOman
CESARIAPetrolio GreggioPalauGaleran Service CorpSeychelles
LONGEVITY 7Metanolo / CondensatiSconosciutaLongevity Shipping LimitedIsole Marshall

A queste si aggiungono le petroliere EASTERN HERO, AQUA SPIRIT, CHIRON 5 e KEEL, tutte implicate nel trasporto di nafta e olio combustibile ad alto tenore di zolfo.

Le implicazioni tecniche e finanziarie

Le conseguenze giuridiche e finanziarie dell’Ordine Esecutivo 13902 sono immediate, ma soprattutto extraterritoriali. Gli Stati Uniti, sfruttando l’egemonia del dollaro nel sistema bancario globale, applicano il principio di responsabilità oggettiva.

  • Congelamento degli asset: Tutti i beni situati negli USA o sotto il controllo di cittadini statunitensi riconducibili alle società sanzionate vengono bloccati.
  • Divieto di transazione: È vietato a qualsiasi istituto finanziario che voglia operare con il sistema americano processare transazioni per queste entità. Questa è la sanzione più pesante perché rende dei paria chiunque tocchi queste entità.-
  • Regola del 50%: Le sanzioni si applicano a cascata a qualsiasi sussidiaria in cui i soggetti bloccati detengano una quota pari o superiore al 50%.

Il Tesoro USA sottolinea che l’obiettivo non è meramente punitivo, ma punta a indurre un cambiamento comportamentale (attraverso la possibilità di rimozione dalla black list in caso di adeguamento). Tuttavia, la storia economica recente ci insegna che la liquidità è come l’acqua: trova sempre una via per scorrere. La “flotta fantasma” subisce un duro colpo, ma è probabile che nuovi attori, attratti dai premi al rischio, siano già pronti a sostituire le navi sanzionate. Oppure, semplicemente, queste navi saranno trasferite a entità ad hoc che non operano con gli USA neanche indirettamente.

Fino a quando, come sta succedendo nei Caraibi, non ci sarà un intervento diretto di polizia su queste navi, ovviamente.

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