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Guerra 2.0: l’Esercito USA crea la casta degli “Ufficiali dell’AI”. Addio contractor, benvenuti soldati-algoritmo

Rivoluzione al Pentagono: dal 2026 operativa la nuova specializzazione per ufficiali esperti in Machine Learning. L’obiettivo è internalizzare le competenze tech e ridurre la dipendenza dai contractor. Ecco come cambia la guerra.

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Dimenticate l’immagine romantica del generale che scruta l’orizzonte con il binocolo, o quella più rude del sergente che urla ordini nel fango. Il Pentagono ha deciso che il futuro della guerra non si gioca più (solo) sulla forza cinetica, ma sulla capacità di elaborare dati più velocemente del nemico. Con una mossa che segna uno spartiacque storico, l’Esercito degli Stati Uniti ha ufficialmente istituito una nuova carriera per ufficiali: la Specializzazione 49B in Intelligenza Artificiale e Machine Learning.

Siamo nel 2026, e la “rivoluzione” non è più una slide di PowerPoint proiettata in qualche think-tank di Washington. È un ordine di servizio.

La nascita del “49B”: non è un film di fantascienza

L’annuncio, arrivato nei primi giorni di gennaio 2026, rappresenta un cambiamento strutturale, non un semplice progetto pilota. Il Dipartimento della Difesa ha compreso, forse con colpevole ritardo ma ora con estrema decisione, che affidarsi ciecamente a contractor esterni per gestire il “cervello” digitale delle operazioni militari è un rischio strategico.

La nuova “Area di Concentrazione” (AOC) 49B mira a creare un quadro di esperti in divisa. Ufficiali che non si limitano a sparare o a gestire la logistica tradizionale, ma che sanno:

  • Sviluppare e addestrare modelli di Machine Learning.
  • Integrare l’AI nelle catene decisionali tattiche.
  • Gestire sistemi autonomi e robotica avanzata direttamente sul campo di battaglia.

Il portavoce dell’Esercito, il Tenente Colonnello Orlandon Howard, non ha usato mezzi termini: “Stiamo costruendo un quadro dedicato di esperti interni che saranno in prima linea nell’integrazione dell’AI in tutte le nostre funzioni di combattimento”. Tradotto dal “militaresco”: vogliamo gente nostra che sappia mettere le mani nel codice quando le cose si mettono male, senza dover chiamare l’assistenza clienti della Silicon Valley.

Come funziona il reclutamento: la caccia ai cervelli in uniforme

L’Esercito non sta aspettando la leva di massa. L’approccio è chirurgico e, come spesso accade nelle ristrutturazioni aziendali (perché di questo si tratta, in fin dei conti), si basa sulla mobilità interna.

A partire dal 5 gennaio 2026, tramite il Voluntary Transfer Incentive Program (VTIP), gli ufficiali in servizio attivo possono richiedere il trasferimento in questa nuova branca. Ecco i dettagli operativi salienti:

FaseTempisticaObiettivo
Apertura Candidature5 Gennaio 2026Raccolta adesioni tramite VTIP
Prima SelezioneGennaio 2026Primo consiglio di valutazione formale
Formazione2026Corsi post-laurea e training tecnico pratico
Operatività PienaOttobre 2026Trasferimento formale e inizio impiego nei reparti

Non ci sono prerequisiti “bloccanti”, il che è sorprendente per una burocrazia rigida come quella militare, ma il messaggio è chiaro: se hai una laurea in materie STEM o esperienza pregressa con i dati, passi avanti. Chi viene selezionato firma per altri tre anni di servizio attivo: l’Esercito investe su di te, tu resti nell’Esercito. Do ut des.

Perché ora? La dottrina Hegseth e il fattore “Gemini”

Questa mossa non avviene nel vuoto pneumatico. Si inserisce nella dottrina del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha recentemente dichiarato: “Il futuro della guerra americana è qui, e si scrive AI”. Una frase ad effetto, certo, ma supportata dai budget.

Il Pentagono sta spingendo per una forza “data-centric”. Non si tratta solo di avere droni migliori, ma di:

  1. Logistica predittiva: Sapere che un carro armato si romperà prima che succeda, risparmiando miliardi e mantenendo l’operatività.
  2. Decision making: Analizzare terabyte di dati satellitari e di intelligence in millisecondi per offrire ai comandanti opzioni tattiche che un cervello umano impiegherebbe ore a elaborare.
  3. Autonomia: Gestire sciami di droni e robotica di terra (un settore dove l’Esercito ha già introdotto i Warrant Officer tecnici per la robotica) senza un controllo umano “1 a 1”.

Inoltre, il Dipartimento della Difesa ha appena lanciato la piattaforma GenAI.mil, basata su una versione governativa del modello Gemini di Google.2 L’integrazione tra Big Tech e Big Gun è ormai totale, con buona pace di chi sperava in una separazione tra la Silicon Valley e il complesso militare-industriale.

Analisi Scenari: Internalizzare per sopravvivere

Dal punto di vista economico-organizzativo, la creazione della figura 49B è una mossa squisitamente “statalista” e corretta. Fino a ieri, l’Esercito USA appaltava la sua intelligenza (artificiale) a giganti come Palantir o Meta, assumendo persino i loro dirigenti come ufficiali della riserva nella “Detachment 201”.

Tuttavia, in un conflitto ad alta intensità contro avversari tecnologicamente avanzati (leggasi: Cina), non puoi dipendere interamente da civili o da contratti di servizio. Devi avere la competenza in-house. È il ritorno della competenza tecnica come asset sovrano.

L’espansione futura ai Warrant Officers (i tecnici specializzati) suggerisce che l’AI non rimarrà confinata nei quartier generali, ma scenderà nel fango, a livello di plotone. La guerra sta cambiando: il valore aggiunto si sposta dal muscolo al neurone, anche se sintetico. E l’Esercito USA, con la sua solita immensa inerzia iniziale seguita da un’accelerazione brutale, ha appena iniziato a correre.

Resta da vedere se questi nuovi “ufficiali 49B” riusciranno davvero a “outthink, outpace, and outmaneuver” (pensare, correre e manovrare meglio) gli avversari, o se si limiteranno a combattere contro i bug del sistema mentre il nemico avanza. Ma una cosa è certa: il soldato del futuro avrà le mani sporche di grasso e di codice Python.


Domande e risposte

Perché creare una carriera specifica invece di addestrare tutti gli ufficiali all’uso dell’AI?

L’Intelligenza Artificiale richiede competenze tecniche profonde che vanno oltre il semplice utilizzo di un software. Creare la specializzazione 49B permette di avere un nucleo di “super-tecnici” capaci non solo di usare, ma di manutenere, adattare e sviluppare sistemi complessi sul campo. Mentre tutti gli ufficiali useranno l’AI, i 49B saranno gli “architetti” in divisa che garantiranno che questi sistemi funzionino e offrano un reale vantaggio tattico, evitando la dipendenza totale da tecnici civili esterni.

Questi nuovi ufficiali sostituiranno i comandanti umani nelle decisioni di vita o di morte?

No, la dottrina attuale del Pentagono prevede l’AI come strumento di supporto, non di sostituzione. L’obiettivo dei 49B è accelerare il processo decisionale (OODA loop), fornendo ai comandanti dati puliti e opzioni probabilistiche in tempo reale. L’AI gestisce la complessità dei dati, ma la decisione finale, specialmente quella letale, rimane (per ora e secondo le direttive etiche vigenti) saldamente nelle mani dell’essere umano. L’ufficiale 49B è il facilitatore di questa simbiosi uomo-macchina.

È possibile per un civile candidarsi direttamente come ufficiale 49B?

Al momento, il programma utilizza il Voluntary Transfer Incentive Program (VTIP), che è designato per ufficiali già in servizio attivo che desiderano cambiare specializzazione.3 Tuttavia, l’Esercito ha mostrato aperture verso il mondo civile tramite la “direct commission” per esperti senior (come visto con la Detachment 201) e non si esclude che, in futuro, data la scarsità di talenti tech, possano aprirsi canali di reclutamento diretto per civili con competenze elevate in Machine Learning e Data Science.

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