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Grecia tra riassunzione degli statali, TROIKA e bluff del QE.

Protest rally in Athens
Mentre Renzi con il suo Job Act mirato a licenziare in modo celere, ( una sorta di divorzio breve dal posto di lavoro) la Grecia, malgrado sia sempre ricattata dall’UE e dalla Germania, riassume 4000 statali licenziati dal precedente governo collaborazionista agli ordini della  TROIKA per dirottare la spesa pubblica verso i creditori internazionali. I quali avevano giocato alla finanza creativa puntando sulla Grecia, senza accettare la sconfitta.
Dal 2010 ad oggi la spesa pubblica greca e’ stata indirizzata per salvare le banche greche indebitate con quelle tedesche principalmente quindi per i loro crediti, mentre la quota salari per via delle riforme imposte è scesa così come il costo del lavoro.
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E non  c’e’ da stupirsi se il debito pubblico è aumentato e la competitività è cresciuta proprio per la distruzione della domanda interna.
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Quindi la riassunzione degli statali va verso un tipo di economia piu’ umana e meno mercantilista come imposto dall’UE per rendere l’eurozona in un equilibrio competitivo disumano tra Nord e Sud Europa.
Ovvio che per una piena politica economica espansiva debba essere attuata con moneta sovrana, senza chiedere soldi in prestito in cambio di riforme ovvero licenziamenti indiscriminati.
E la telenovela che si sta consumando tra Atene contro Berlino e Bruxelles  per lo sblocco della tranche di aiuti da 7.2mld, fa capire che basta  che vada in crisi crisi  una piccola economia come quella greca (pil di220 mld di euro circa) con il rischio che possa uscire dall’eurozona, a mandare in tilt il tanto annunciato ed esaltato piano di Draghi Quantitative Easing QE che avrebbe dovuto funzionare da bazooka anti spread. Da notare anche la massiccia vendita dei bund tedeschi ora a 0.5% di rendimento per i decennali, il che ha portato oggi ad un calo dello spread italiano.

Cattura spreadsafsf

Basta un soffio ed il castello di carte monetario europeo crollerà…

 

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