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Gli USA sequestrano la petroliera ombra Marinera sotto il naso della flotta russa. Rotta verso la Scozia?
Tensione alle stelle in Atlantico: gli USA sequestrano la petroliera Marinera, scortata dai russi. Trump sfida Putin e vince il braccio di ferro navale, mentre la nave punta verso la Scozia.

Mentre i media generalisti si concentrano sulle solite diatribe di palazzo, nell’Atlantico settentrionale si sta giocando una partita a scacchi molto più pericolosa e concreta, una di quelle che odorano di carburante avio e salsedine, non di inchiostro per trattati. La notizia, che rimbalza tra i tracciatori navali e le fonti del Pentagono, è di quelle che segnano un punto di svolta: le forze statunitensi hanno sequestrato la petroliera Marinera, precedentemente nota come Bella 1, nonostante fosse sotto la presunta protezione di una scorta navale russa.
Non si tratta di una semplice operazione di polizia doganale, ma di un’azione militare complessa che coinvolge l’amministrazione Trump, il Cremlino e, in modo silenzioso ma logistico, anche il Regno Unito.
The @TheJusticeDept & @DHSgov, in coordination with the @DeptofWar today announced the seizure of
the M/V Bella 1 for violations of U.S. sanctions. The vessel was seized in the North Atlantic pursuant to a warrant issued by a U.S. federal court after being tracked by USCGC Munro. pic.twitter.com/bm5KcCK30X— U.S. European Command (@US_EUCOM) January 7, 2026
Il fatto: L’abbordaggio della “Shadow Fleet”
Secondo quanto trapelato da funzionari anonimi della Difesa USA e riportato da diverse agenzie internazionali (tra cui NBC e Reuters), la Marinera è stata intercettata mercoledì dopo un inseguimento durato due settimane attraverso l’Oceano Atlantico. La nave non è un mercantile qualsiasi: appartiene alla cosiddetta “flotta fantasma” (Shadow Fleet) venezuelana, utilizzata per aggirare le sanzioni statunitensi e internazionali sul commercio di petrolio.
La nave, attualmente vuota, aveva tentato una manovra disperata di camuffamento:
- Ha cambiato frettolosamente il nome da Bella 1 a Marinera.
- Ha dipinto una bandiera russa sulla fiancata, un chiaro tentativo di invocare l’immunità o, quantomeno, la protezione muscolare di Mosca.
- Secondo i report, Vladimir Putin aveva effettivamente inviato una scorta navale per accompagnare il vascello mentre si dirigeva verso la Russia.
Tuttavia, il bluff non ha retto. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), con il supporto massiccio della Guardia Costiera e della Marina USA, ha proceduto all’abbordaggio. I media statali russi, come RT, hanno confermato tentativi di abbordaggio, pubblicando immagini (non verificate in modo indipendente) di elicotteri che cercavano di atterrare sul ponte.
La Logistica: Il ruolo della Scozia e i mezzi impiegati
Un aspetto tecnicamente interessante, spesso trascurato, è la logistica di questa operazione. I dati di tracciamento aereo hanno mostrato un’attività frenetica nei cieli del Nord Atlantico.
Nello specifico, sono stati avvistati aerei delle operazioni speciali USA atterrare e decollare dall’aeroporto scozzese di Wick John O’Groats, per poi dirigersi a nord verso l’Islanda.
I mezzi coinvolti non lasciano dubbi sulla serietà dell’intento americano:
- U-28A Draco: Velivoli del comando operazioni speciali dell’US Air Force, utilizzati per intelligence, sorveglianza e coordinamento tattico. Non sono aerei che si muovono per un controllo di routine.
- P-8 Poseidon: Cacciatori di sottomarini e pattugliatori marittimi a lungo raggio.
- KC-135 Stratotanker: Aerei cisterna per il rifornimento in volo, necessari per mantenere la “copertura” aerea sulla zona operativa per ore.3
Downing Street, fedele alla sua tradizione di riservatezza, ha rifiutato di commentare l’uso delle basi britanniche da parte di “terze parti”, trincerandosi dietro un “no comment” che vale più di mille conferme.
La Cronologia degli eventi
Per capire la dinamica di questo confronto, è utile osservare la timeline degli spostamenti della nave, che ha giocato a nascondino con la US Coast Guard per mesi.
| Data | Evento |
| 1 Agosto 2025 | La nave, allora Bella 1, lascia l’Iran diretta in Venezuela per caricare greggio. |
| 17 Dicembre 2025 | A seguito dell’inasprimento dei blocchi navali USA, la Guardia Costiera tenta un primo abbordaggio senza successo mentre la nave viaggia verso il Sud America. La Bella 1 spegne i transponder (va in “dark mode”) e fugge verso nord. |
| 1 Gennaio 2026 | La nave riappare sui radar nell’Atlantico, tra Nord America ed Europa. |
| 6 Gennaio 2026 | Il vascello viene tracciato a 500 miglia dalle coste irlandesi. |
| 7 Gennaio 2026 | Le forze USA intercettano e sequestrano la nave, ora rinominata Marinera. |
Attualmente, i dati di tracciamento indicano che la Marinera, ora sotto controllo americano, sta facendo rotta verso Est-Sudest, in direzione della Scozia settentrionale o delle isole Shetland.
Il contesto geopolitico: Trump, Maduro e l’Energia
Questa operazione non avviene nel vuoto. Si inserisce in un contesto di massima pressione degli Stati Uniti sul Venezuela e sul suo (ormai ex) leader. Nicolas Maduro, ricordiamo, è stato recentemente deposto dalle forze USA entrate in Venezuela sabato scorso e si trova ora a New York per affrontare accuse di narcotraffico.4
La Marinera non è l’unica vittima di questa campagna. Fonti Reuters confermano che le forze americane stanno tentando di sequestrare una seconda petroliera collegata al Venezuela in acque latinoamericane. Si tratta di un’azione a tenaglia volta a smantellare completamente la rete logistica che ha permesso al regime venezuelano (e ai suoi partner iraniani e russi) di sopravvivere alle sanzioni.
Il rischio di un’escalation militare era palpabile. Intercettare una nave scortata dalla marina russa è un atto che, in altri tempi, avrebbe potuto scatenare una crisi stile Cuba. Tuttavia, la mossa di Trump sembra aver pagato: Mosca ha mostrato la bandiera, ma non ha ingaggiato. È la dimostrazione che, quando si tratta di scontro diretto convenzionale lontano dalle proprie basi, la Russia ha limiti operativi evidenti rispetto alla proiezione di forza della US Navy.
La fine dell’impunità?
L’incidente della Marinera ci dice due cose fondamentali:
- L’era della “flotta fantasma” è a rischio. Se gli USA decidono di impiegare assetti militari (e non solo sanzioni finanziarie) per bloccare le navi, il costo del trasporto del petrolio sanzionato diventerà proibitivo.
- Il confronto Trump-Putin è pragmatico. Nonostante la retorica, Trump non esita a calpestare gli interessi russi se questi violano la dottrina Monroe o le sanzioni americane, e Putin, pragmaticamente, evita il suicidio navale per difendere una singola petroliera vuota.
Resta da vedere cosa accadrà quando la Marinera arriverà nelle acque britanniche. Sarà venduta all’asta? Diventerà un trofeo di guerra? Di certo, per ora, il petrolio venezuelano ha smesso di scorrere liberamente.
Domande e Risposte
Perché gli Stati Uniti hanno deciso di abbordare proprio la nave Marinera?
La Marinera (ex Bella 1) fa parte della “flotta fantasma” utilizzata dal Venezuela per aggirare le sanzioni internazionali sull’esportazione di petrolio. L’operazione rientra in una strategia più ampia dell’amministrazione Trump per soffocare economicamente il regime venezuelano e colpire le reti logistiche che coinvolgono anche l’Iran. Il fatto che la nave avesse tentato di camuffarsi e avesse legami con la Russia l’ha resa un obiettivo prioritario per dimostrare che le sanzioni vengono applicate anche con la forza, se necessario.
Che ruolo ha avuto la Russia e c’è stato un rischio di guerra?
La Russia ha svolto un ruolo di supporto attivo, fornendo una scorta navale alla petroliera e permettendo (o incoraggiando) l’uso della bandiera russa sulla fiancata come deterrente.5 Questo ha creato un rischio reale di confronto militare diretto tra le forze navali USA e quelle di Mosca. Tuttavia, il rischio sembra essere stato un “bluff” calcolato: di fronte alla determinazione americana e alla superiorità dei mezzi messi in campo (inclusi aerei speciali), la scorta russa non ha ingaggiato combattimento per difendere un mercantile civile.
Dove sta andando la nave adesso e cosa c’entrano le isole britanniche?
Dopo il sequestro, i dati di tracciamento indicano che la Marinera si sta dirigendo verso il Regno Unito, specificamente verso la Scozia o le isole Shetland. Le isole britanniche sono strategicamente centrali nell’operazione: l’aeroporto scozzese di Wick John O’Groats è stato utilizzato come base logistica per gli aerei delle operazioni speciali USA (U-28A) e per i pattugliatori. È probabile che la nave venga condotta in un porto britannico o nord-europeo per essere processata e ispezionata in sicurezza.








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