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Gli ultimi giorni per Atene? Casomai saranno i primi nuovi giorni.

La Grecia, finora ha rispettato tutti i termini per la restituzione dei crediti ottenuti dagli “aiuti” della TROIKA, l’ultima restituzione di 650 mln è stata addirittura surreale, ma accettata dal FMI (temporaneamente) ovvero questa quota è stata presa da quella depositata per la Grecia proprio dal fondo di Washington.

In questo schema, sono indicate le rate che Atene dovrebbe rimborsare a patto di ottenere un nuovo pacchetto di “aiuti” perchè al momento entro poche settimane le casse dello Stato ellenico saranno vuote e non si potranno neanche più pagare pensioni e salari statali.
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Finora i prestiti sono stati concessi in cambio di “riforme” e per ottenere ulteriore liquidità, il Gruppo di Bruxelles (ex TROIKA) non cede sul fattore “riforme”, ma dallo scoppio della crisi finanziaria ad oggi, queste famose riforme dettate dall’estero, oltre a non aver portato benefici, hanno contratto l’economia del Paese. Pertanto, il governo di Tsipras continua a non accettare queste riforme, le quali se richieste dai creditori in cambio di prestiti, saranno funzionali alle garanzie di quest’ultimi anzichè per la popolazione greca.
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    (Il pil è in recessione dal 2008, con una timida ripresa per poi tornare in segno negativo, i salari sono calati per via delle “riforme” e la disoccupazione è letteralmente esplosa).

Con una Grecia a corto di liquidità per ripagare i debiti ancora in agenda, la stampa ci vuole far credere che queste siano le ultime giornate di Atene, soprattutto se la Grecia uscisse dall’Eurozona con default. In realtà, se ciò dovesse accadere, sarebbero gli ultimi giorni  delle folli politiche che hanno portato alla creazione dell’Eurozona e della distruzione della Grecia come anche del sud Europa.
Ovviamente, l’informazione deve nascondere il bluff che la moneta unica rappresenti un castello di carte, dipingendo  scenari apocalittici per la Grecia.

Da notare la dichiarazione del ministro dell’Economia e vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, il quale sottolinea  che, comunque, un’eventuale uscita della Grecia dall’Euro «sarebbe molto pericolosa da un punto di vista politico, non economico», perché «il mondo guarderebbe all’Europa in modo diverso».
Sta a significare che  è in gioco la reputazione di Berlino e Bruxelles, con una Grecia sovrana e magari facente parte della banca dei BRICS, unica ad essere una valida alternativa alla TROIKA che ha devastato il Paese.
Davanti a questo scenario, per l’UE e la Germania, la Grecia deve evitare di uscire dalla moneta unica e pertanto Atene può e deve continuare a soffrire sotto i folli criteri dell’Eurozona, altrimenti ci sarebbe il famoso effetto domino e in questo caso, nei palazzi di Bruxelles si alzerebbero gli elicotteri in fuga… 

 

 

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