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Giappone: il trionfo della Takaichi. LDP verso la maggioranza dei due terzi, il “Centro” si disintegra

Sanae Takaichi trionfa alle elezioni: l’LDP verso la maggioranza dei due terzi, crolla il progetto centrista. Si apre la stagione delle riforme costituzionali e del rafforzamento dell’asse con gli USA. Ecco i numeri della disfatta dell’opposizione

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Sanae Takaichi ha scommesso tutto e ha vinto. Il Giappone vira decisamente a destra, con un mandato forte per il riarmo e una politica fiscale espansiva. Crolla l’esperimento centrista.

Era una scommessa rischiosa, di quelle che possono chiudere una carriera o consacrare un leader. Sanae Takaichi, primo premier donna del Giappone e presidente del Partito Liberal Democratico (LDP), ha scelto la seconda opzione. Sciogliere la Camera dei Rappresentanti a pochi mesi dal suo insediamento, sfidando il freddo inverno e lo scetticismo interno, si è rivelata una mossa da maestro. I risultati delle elezioni di domenica 8 febbraio 2026 non lasciano spazio a interpretazioni: è un trionfo personale e politico che ridisegna gli equilibri del Sol Levante.

Le proiezioni della NHK e dei principali media non lasciano dubbi: siamo di fronte al “Governo Takaichi” nella sua pienezza. L’LDP non solo mantiene il potere, ma dilaga, mentre l’opposizione, che aveva tentato la carta della fusione centrista, ne esce con le ossa rotte.

I Numeri del Trionfo (e della Disfatta)

Per capire la portata dell’evento, bisogna guardare i numeri. L’LDP, che partiva da 198 seggi, è proiettato verso una forchetta tra i 274 e i 328 seggi.

Se il partito dovesse superare la soglia dei 310 seggi, otterrebbe da solo la maggioranza dei due terzi alla Camera Bassa. Questo è il “Santo Graal” della politica giapponese: permetterebbe di scavalcare eventuali veti della Camera Alta (dove la maggioranza è meno solida) e, soprattutto, aprirebbe la strada alle tanto attese riforme costituzionali.

Ecco una sintesi delle proiezioni attuali:

PartitoSeggi Pre-VotoProiezione SeggiVariazione
LDP (Liberal Democratici)198274 – 328▲ Netto Aumento
CRA (Alleanza Riformista di Centro)16737 – 91▼ Crollo Totale
Ishin (Partito dell’Innovazione)3428 – 38◄ Stabile/Lieve calo
DPP (Democratici per il Popolo)2718 – 35▲ Lieve aumento
Sanseito25 – 14▲ Crescita (sotto attese)

Il crollo del “Centro” e la resa di Noda

Il dato più eclatante, oltre alla vittoria dell’LDP, è la disintegrazione della Central Reform Alliance (CRA). Il tentativo di Yoshihiko Noda di unire il Partito Costituzionale Democratico e il Komeito in un unico blocco centrista è fallito miseramente. L’elettorato ha percepito l’operazione come una mossa di palazzo, vecchia e priva di mordente.

Il risultato è impietoso: da 167 seggi potenziali a una miseria che potrebbe scendere sotto i 40. Noda, che aveva messo in gioco la sua carriera, si prepara alle dimissioni. È la dimostrazione che in tempi di polarizzazione e incertezza globale, il “centrismo” tecnico e privo di identità forte non paga.

Anche a sinistra non si ride: il Partito Comunista e Reiwa Shinsengumi vedono ridursi i propri spazi, schiacciati dalla polarizzazione verso la leader conservatrice.

Geopolitica ed Economia: La “Sanaenomics”

Cosa significa questo voto per l’economia e la politica internazionale? Molto.

La Takaichi ha ricevuto un endorsement inusuale e “totale” dal Presidente USA Donald Trump. La vittoria garantisce che il Giappone si allineerà ancora più strettamente a Washington in funzione anti-cinese.

Il rafforzamento militare non sarà più un tabù: con una maggioranza dei due terzi (da sola o con il supporto dei ridimensionati alleati di Ishin), la revisione dell’articolo 9 della Costituzione pacifista diventa una possibilità concreta.

Sul fronte economico, ci aspettiamo una politica moderatamente keynesiana. Non le follie della spesa pubblica improduttiva, ma un sostegno fiscale robusto.

  • Fisco: Ci saranno alleggerimenti fiscali, ma controllati. La Takaichi non seguirà la strada della sinistra (tasse e spesa a pioggia), ma userà la leva fiscale per stimolare investimenti e consumi, probabilmente con un occhio di riguardo alle imprese strategiche.
  • Bilancio: Con il controllo delle commissioni di bilancio, il governo potrà approvare manovre espansive senza l’ostruzionismo che aveva caratterizzato l’ultima legislatura.
  • Sicurezza Economica: La legge anti-spionaggio e la protezione delle tecnologie critiche, cavalli di battaglia della premier, passeranno senza intoppi.

L’Irrilevanza degli Altri

Interessante notare come il successo della Takaichi abbia prosciugato il bacino elettorale alla sua destra. Sanseito, partito conservatore e populista che puntava a una grande espansione, cresce ma non sfonda (5-14 seggi), soffocato dal fatto che l’LDP ha già occupato con successo lo spazio della destra patriottica.

Anche il Partito dell’Innovazione (Ishin) esce ridimensionato nel suo ruolo: se l’LDP ha la maggioranza assoluta da solo, il potere di ricatto degli alleati minori scende a zero. Ishin manterrà la sua roccaforte a Osaka, ma a Tokyo conterà molto meno. Comunque resterà nella coalizione, garantendo una maggioranza dei 2/3.

Il Giappone ha scelto la stabilità e la forza. Di fronte alle minacce esterne e alla stagnazione, gli elettori hanno premiato la leadership chiara della Takaichi, punendo le alchimie partitiche dell’opposizione. Per gli investitori e gli osservatori internazionali, questo significa continuità, riarmo e un Giappone che torna a essere un attore geopolitico assertivo nel Pacifico. La “Scommessa Takaichi” è vinta. Ora viene la parte difficile: governare con un mandato così pesante.

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