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Germania, suicidio economico assistito: Groß-Gerau rifiuta 2,5 miliardi di investimenti digitali. Vince la paura, perde il futuro
Follia burocratica in Germania: Groß-Gerau respinge un data center da 2,5 miliardi. SPD e Verdi bloccano il progetto Vantage per timori legali e ambientali, rinunciando anche al teleriscaldamento gratuito. Un simbolo del declino industriale tedesco.

Mentre l’economia tedesca annaspa alla ricerca di una nuova identità post-industriale, la politica locale offre un esempio da manuale di “decrescita infelice”. A Groß-Gerau, nel cuore dell’Assia, un investimento privato da 2,5 miliardi di euro viene respinto al mittente. Il motivo? La paura della burocrazia e il trionfo del NIMBY.
La Germania sembra ormai aver perfezionato l’arte dell’autolesionismo economico. In un’epoca in cui le nazioni competono ferocemente per attrarre capitali tecnologici e infrastrutture per l’Intelligenza Artificiale, la cittadina di Groß-Gerau – 27.000 abitanti a due passi da Francoforte – ha deciso di dire “no, grazie” al futuro.
Il consiglio comunale ha bloccato definitivamente il progetto di Vantage Data Centers, un colosso americano pronto a riqualificare 14 ettari di terreno industriale dismesso (il parco Lausböhl) per trasformarli in un hub dati da 160 megawatt. Non stiamo parlando di spiccioli, ma di un investimento diretto di 2,5 miliardi di euro che avrebbe consolidato la regione Reno-Meno come snodo digitale cruciale, sfruttando la vicinanza con il DE-CIX di Francoforte, uno dei principali punti di scambio internet al mondo.
La vittoria della paura sulla crescita
La decisione è arrivata al termine di una seduta drammatica, conclusasi con 18 voti contrari e 14 favorevoli. A formare il blocco del “No” è stata un’alleanza eterogenea composta da SPD, Verdi e Die Linke, spinta dalle pressioni dei comitati cittadini. Dall’altra parte, la CDU e le liste civiche (Kombi-FWG) hanno tentato invano di difendere il progetto, parlando apertamente di una “decisione fatale” e di un danno d’immagine incalcolabile per l’attrattività economica della città.
Le motivazioni addotte dalla maggioranza lasciano perplessi chiunque abbia una visione macroeconomica dello sviluppo:
- Il timore legale (Verdi): Peter Lohmer dei Verdi ha descritto la situazione come un “Davide contro Golia”, sostenendo che il comune non avrebbe le competenze legali per gestire un contratto con un gigante multinazionale. Una dichiarazione che suona come un’ammissione di inadeguatezza amministrativa: meglio non fare nulla piuttosto che rischiare di dover gestire la complessità, anche perché esistono professionisti specializzati a cui rivolgersi per fare contratti adeguati.
- Il dubbio fiscale (SPD): I socialdemocratici hanno argomentato che il valore aggiunto generato dai dati non rimarrebbe “in loco”. Una visione contabile ristretta, che ignora l’indotto generato dalla costruzione, dalla manutenzione e dall’ecosistema tecnologico che si crea attorno a simili strutture e senza contare le tasse sugli immobili. Con questo ragionamento nessuno autorizzerebbe magazzini per aziende straniere.
- L’opposizione cittadina: I residenti hanno lamentato possibili rumori e impatti visivi, nonostante il sito fosse in un’area industriale già esistente e abbandonata. Meglio i ruderi di una nuova costruzione ? Meglio la siderurgia dei data center?
Il paradosso “Green”: rifiutare l’efficienza energetica
L’aspetto più ironico della vicenda riguarda la gestione energetica. La Germania, che si vanta di essere all’avanguardia nella transizione ecologica, qui inciampa nella propria ideologia.
Vantage Data Centers aveva proposto di canalizzare il calore di scarto dei server (acqua a 35°C) nella rete di riscaldamento comunale. Si tratta di un classico esempio di economia circolare: trasformare un rifiuto (il calore) in una risorsa per riscaldare le case. Non acqua bollente ma sufficientemente a pre-riscaldare in inverno, risparmiando MW energetici.
Eppure, la risposta è stata negativa. La capogruppo SPD, Susanne Theisen-Canibol, ha liquidato l’idea sostenendo che la struttura insediativa della città non fosse adatta. Risultato? Si continuerà a bruciare gas o carbone altrove, pur di non accettare l’aiuto di un investitore privato.
Dati a confronto: L’occasione persa
La seguente tabella riassume l’impatto del progetto che è stato appena cancellato:
| Voce | Dettagli del Progetto Vantage |
| Investimento Totale | ~ 2,5 Miliardi di Euro |
| Capacità Energetica | 160 Megawatt |
| Area Coinvolta | 14 ettari (ex area industriale degradata) |
| Benefici Collaterali | Possibile teleriscaldamento per la città, indotto edilizio |
| Esito Politico | Bocciato (SPD, Verdi, Linke vs CDU) |
Un paese bloccato nel passato?
Quello che accade a Groß-Gerau è sintomatico di un malessere più ampio. La Germania, un tempo locomotiva d’Europa, appare oggi come un gigante stanco, avviluppato in una rete di regolamentazioni, paure preventive e conservatorismo di sinistra. Mentre negli USA e in Asia si costruiscono le autostrade digitali per l’AI e la guida autonoma, in Europa si discute dei “corridoi di aria fresca” e si teme che gli edifici siano “troppo alti”. Con questa mentalità parlare di digitalizzazione, economia e crescita è pura ipocrisia.
L’investitore ha già fatto sapere che “elaborerà internamente la decisione”. In termini aziendali, significa che quei 2,5 miliardi prenderanno probabilmente il volo verso lidi più accoglienti, forse in Polonia, in Francia o fuori dall’UE. Alla città resterà il suo terreno grigio e asfaltato, il silenzio del mancato sviluppo e la certezza di non aver “venduto l’anima” al capitale, pur avendo perso il portafoglio.








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