Economia
Germania, il motore resta spento: fiducia dei consumatori in calo e risparmio da record
L’indice GfK di marzo crolla a -24,7: i tedeschi smettono di spendere e portano il risparmio a livelli record. Manca la fiducia nelle politiche economiche del governo.
Il clima di fiducia dei consumatori in Germania è destinato a subire un inaspettato e ulteriore peggioramento nel mese di marzo. Le famiglie tedesche mostrano infatti una propensione alla spesa significativamente ridotta, frenate dalle persistenti tensioni geopolitiche e dalle crescenti preoccupazioni per le politiche sociali del governo. Gli indici previsionali non sono positivi.
L‘indice del clima dei consumatori, pubblicato dall’istituto di ricerca di mercato GfK e dal Nuremberg Institute for Market Decisions (NIM), è sceso a -24,7 punti per marzo, rispetto al dato (rivisto) di -24,2 punti del mese precedente. Un risultato che delude apertamente le aspettative degli analisti, i quali prevedevano una confortante, seppur lieve, risalita a -23,1. Qui il grafico da Tradingeconomics:
Ecco una sintesi dei parametri principali emersi dal sondaggio:
| Indicatore | Febbraio 2026 | Marzo 2026 | Tendenza |
| Clima generale (GfK) | -24,2 | -24,7 | Peggioramento |
| Propensione all’acquisto | -4,0 | -9,3 | Forte calo |
| Propensione al risparmio | 17,9 | 18,9 | Aumento (Record) |
| Aspettative economiche | 6,6 | 4,3 | Calo |
| Aspettative di reddito | 5,1 | 6,5 | Miglioramento |
Il dato generale è stato trascinato al ribasso da un crollo netto della propensione all’acquisto. Di contro, l’aumento di un punto nella propensione al risparmio delinea un quadro prettamente difensivo: le famiglie tedesche preferiscono accumulare piuttosto che spendere. Questo è un dato particolarmente engativo perché fa prevedere un calo dei consumi molto sensibile.
Paradossalmente le aspettative di reddito sono migliorate, verosimilmente sostenute dall’allentamento dell’inflazione e da alcuni aumenti salariali, ma questo vantaggio teorico non si traduce in consumi reali.
“Anche se l’economia sembra mostrare lievi segnali di ripresa, i consumatori restano scettici”, ha affermato Rolf Bürkl, responsabile del clima dei consumatori presso il NIM. Bürkl ha aggiunto che le tensioni internazionali, ma anche le sfide nella politica sociale interna, manterranno probabilmente alta l’incertezza e, di conseguenza, la propensione al risparmio.
Un quinquennio di sfiducia strutturale
L’economia più grande d’Europa fatica a trovare trazione. Gli alti costi operativi e la debole domanda interna pesano sulle aziende, con una crescita per il 2026 che dovrebbe essere trainata in gran parte solo da effetti statistici e di calendario, più che da una reale ripresa.
Allargando l’orizzonte temporale l’analisi si fa più impietosa:
- È dal 2022 che in Germania non si registra un singolo indicatore positivo per quanto riguarda il sentiment dei consumatori.
- Il valore non è decisamente e stabilmente positivo dai tempi precedenti al Covid-19.
Questa lunga e profonda stagnazione psicologica, prima ancora che economica, evidenzia un fatto inequivocabile: non vi è una vera fiducia nella capacità del governo di dirigere l’economia. Quando i cittadini scelgono sistematicamente il risparmio precauzionale a discapito della spesa, in un classico riflesso keynesiano che deprime la domanda aggregata, il segnale è chiaro. Le rassicurazioni di Berlino cadono nel vuoto, e l’incertezza regna sovrana.
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