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Gazprom: ritorno all’utile nel Q3, ma i ricavi del Gas scricchiolano. E il Fisco russo prepara il conto
Gazprom torna a fare utili nel Q3 2025, superando il rosso dell’anno scorso causato dalle tasse straordinarie. Tuttavia, i ricavi sono in calo e le entrate statali da petrolio e gas per novembre sono previste in crollo del 35% a causa di sanzioni e prezzi bassi

I dati finanziari che arrivano da Mosca ci raccontano una storia a due facce, tipica di un’economia di guerra che cerca di restare a galla tra sanzioni, tasse straordinarie e prezzi del greggio che non collaborano.
Il colosso del gas Gazprom ha comunicato venerdì di essere tornato in utile nel terzo trimestre del 2025.1 Una boccata d’ossigeno contabile, certo, ma se grattiamo sotto la superficie dei numeri, scopriamo che il “bancomat” del Cremlino ha qualche ingranaggio arrugginito. E intanto, le entrate fiscali da idrocarburi – la vera linfa vitale per lo sforzo bellico – sono previste in caduta libera per novembre.
Il miraggio dell’utile: meglio dell’anno scorso (ma bastava poco)
Partiamo dalle buone notizie per Miller, CEO del Gruppo, e soci. Nel terzo trimestre del 2025, Gazprom ha registrato un utile netto di 1,72 miliardi di dollari (circa 134,2 miliardi di rubli). Un bel salto in avanti rispetto al rosso di 680 milioni di dollari (53 miliardi di rubli) registrato nello stesso periodo del 2024.
Tuttavia, c’è il trucco: il confronto è “drogato”. L’anno scorso, infatti, i conti erano stati affossati da una tassa una tantum imposta dal governo russo per tappare i buchi di bilancio. Senza quel salasso fiscale straordinario, il confronto sarebbe molto meno lusinghiero.
Il vero campanello d’allarme suona alla voce ricavi. Nonostante il ritorno all’utile, il fatturato è sceso. Segno che si vende meno, o si vende peggio.
Ecco un rapido confronto dei dati chiave:
| Voce di Bilancio | Q3 2025 (Attuale) | Q3 2024 (Precedente) | Variazione |
| Utile Netto | $1,72 Miliardi | -$680 Milioni (Perdita) | Inversione positiva |
| Ricavi Totali | $28 Miliardi | $30,8 Miliardi | -9% (circa) |
| Fattore Chiave | Operatività standard | Tassa Una Tantum applicata | Effetto fiscale |
Il Fisco, il greggio e il “Buco” di novembre
Se Gazprom ride a metà, il Ministero delle Finanze russo piange (o quasi). Secondo le proiezioni più recenti, le entrate derivanti da petrolio e gas per il bilancio federale dovrebbero crollare del 35% a novembre rispetto a un anno fa.4
Stiamo parlando di un incasso previsto di soli 6,63 miliardi di dollari (520 miliardi di rubli), secondo i calcoli di Reuters, per lo stato russo. Perché questo crollo verticale? È la classica “tempesta perfetta” macroeconomica che farebbe venire il mal di testa a qualsiasi keynesiano preoccupato per la domanda aggregata pubblica:
Prezzo del greggio in calo: Il petrolio russo viene venduto a meno.
Rafforzamento del Rublo: Una valuta locale più forte significa che i dollari incassati dall’export valgono meno rubli quando rientrano in patria per pagare stipendi e… soldati.
Sanzioni USA: Le recenti strette su Rosneft e Lukoil hanno fatto allargare lo sconto sul greggio Urals ai massimi da maggio 2023.
In sintesi: Mosca deve vendere il suo petrolio “in saldo”, incassa dollari che valgono meno rubli, e intanto ha alzato le tasse sull’estrazione mineraria per finanziare la guerra in Ucraina. Una coperta che si sta accorciando pericolosamente.
In un’economia normale, questo porterebbe a tagli di spesa. Ma in un’economia di guerra, dove la spesa pubblica è il motore (forzato) del PIL, meno entrate significano solo due cose: più tasse o più inflazione. Vedremo quale veleno sceglierà la Nabiullina.
Domande e risposte
Perché Gazprom è tornata in utile se i ricavi sono scesi?
L’utile è tornato positivo principalmente grazie a un confronto favorevole con l’anno precedente. Nel 2024, Gazprom aveva dovuto pagare una tassa straordinaria (one-off tax)6 imposta dallo Stato russo che aveva mandato i conti in rosso. Quest’anno, senza quella tassa, il bilancio respira, anche se le vendite effettive (i ricavi) sono diminuite del 9% circa. È un miglioramento contabile, non commerciale.
Perché le entrate petrolifere russe stanno crollando proprio ora?
Novembre segna un calo del 35% su base annua per una combinazione di fattori: il prezzo internazionale del greggio è sceso e il rublo si è rafforzato (riducendo il valore locale delle esportazioni in dollari).7 Inoltre, le nuove sanzioni americane su giganti come Rosneft e Lukoil hanno costretto la Russia ad applicare sconti maggiori sul suo petrolio Urals per trovare acquirenti.8
Questi dati indicano che la Russia sta finendo i soldi per la guerra?
Non necessariamente “finendo”, ma la situazione si complica. Petrolio e gas sono la voce principale del bilancio federale.9 Con un calo del 35% delle entrate, il governo russo dovrà trovare fondi altrove: o aumentando ancora le tasse (come quella sull’estrazione mineraria che ha già colpito Gazprom) o attingendo alle riserve, mettendo sotto stress la stabilità economica a lungo termine del Paese.10








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