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Gas russo in Cina: nuovo record storico e il mistero della flotta fantasma

La Cina importa volumi record di GNL russo, doppiando le stime grazie alla “flotta fantasma”. Mentre l’Europa sanziona, Mosca e Pechino consolidano l’asse energetico via Artico.

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I dati doganali cinesi svelano importazioni doppie rispetto alle stime ufficiali: Mosca sposta il baricentro energetico a est, aggirando le sanzioni con pragmatismo e navi rompighiaccio.

Se qualcuno a Bruxelles pensava che le sanzioni avrebbero messo in ginocchio l’export energetico russo, i dati che arrivano da Pechino suggeriscono una realtà ben diversa. La Cina ha importato volumi record di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia nel mese di dicembre, superando il precedente primato stabilito solo un mese prima. Un flusso continuo che non solo ignora i desiderata occidentali, ma che sembra viaggiare su canali che sfuggono ai radar convenzionali.

I numeri non mentono (ma nascondono)

Secondo i dati doganali ufficiali citati da Bloomberg, le importazioni cinesi di GNL russo hanno toccato quota 1,9 milioni di tonnellate il mese scorso. Un balzo in avanti rispetto agli 1,6 milioni di novembre, che già rappresentavano un record.

Il dato più interessante, tuttavia, non è tanto il volume assoluto, quanto la discrepanza con le stime degli analisti. I servizi di tracciamento navale, che monitorano i flussi globali, avevano stimato un arrivo di sole 850.000 tonnellate. Siamo di fronte a volumi reali che sono più del doppio di quelli tracciati. Come è possibile una tale differenza?

Gli analisti propongono diverse spiegazioni tecniche:

  • Un picco della domanda invernale di gas in Cina, che ha accelerato gli acquisti per far fronte alle apsrezze climatiche.

  • Discrepanze temporali tra l’arrivo fisico dei carichi e lo sdoganamento burocratico.

  • Il commercio ombra: volumi di GNL sanzionato che trovano la via per la Cina attraverso una “flotta fantasma”.

La flotta ombra e la via dell’Artico

L’ipotesi più probabile per spiegare il “gas invisibile” è che molte navi abbiano semplicemente spento i transponder o falsificato la loro posizione, una pratica ormai consolidata per aggirare le restrizioni occidentali. Se le navi non si fanno vedere, i servizi di tracking non possono contarle, ma la dogana cinese le registra puntualmente all’arrivo.

Nonostante l’inverno rigido, la Russia mantiene vivo il commercio di GNL sanzionato grazie alla tecnologia. La nave cisterna rompighiaccio Christophe De Margerie sta facendo la spola tra il progetto Arctic LNG 2 (pesantemente sanzionato da USA, UE e UK) e il terminale di importazione cinese di Beihai.

Nave Gasiera glasse ghiaccio

Beihai, nel sud della Cina, è diventato il punto di approdo privilegiato:

  1. Accoglie i carichi da Arctic LNG 2.

  2. Riceve il gas dall’impianto su piccola scala di Portovaya sul Mar Baltico.

Proprio Portovaya e il suo operatore, Gazprom SPG Portovaya LLC, sono stati colpiti dalle sanzioni statunitensi nel gennaio 2025, in una delle ultime azioni dell’amministrazione Biden volte a “degradare il settore energetico russo”. Tuttavia, con una sola nave rompighiaccio capace di operare tutto l’anno nell’Artico, Mosca ha pragmaticamente potenziato le spedizioni dal Baltico verso l’Asia.

Il realismo vince sulla geopolitica?

Mentre l’Europa minaccia di cessare completamente gli acquisti di GNL russo entro il 2027, Mosca sembra aver già trovato la sua valvola di sfogo. La vicinanza geografica e la fame di energia della Cina offrono uno sbocco naturale che le sanzioni rendono più costoso e complesso, ma evidentemente non impossibile. Il mercato, come spesso accade, trova la sua strada, lasciando alla politica il compito di gestire le dichiarazioni di principio.


Domande e risposte

Perché c’è una differenza così grande tra i dati di tracciamento e quelli doganali? La discrepanza principale deriva probabilmente dall’uso della cosiddetta “flotta fantasma”. Molte navi russe, per evitare di essere individuate e sanzionate, spengono i transponder o falsificano i dati di posizionamento e rotta. Di conseguenza, i servizi di monitoraggio navale non riescono a registrare questi viaggi, mentre le dogane cinesi registrano fisicamente la merce in entrata, svelando volumi reali molto superiori alle stime occidentali.

Che ruolo ha la Cina in questo scenario di sanzioni? La Cina agisce come un partner commerciale pragmatico e fondamentale per la Russia. Ignorando le sanzioni occidentali (USA, UE, UK), Pechino acquista il gas a prezzi verosimilmente vantaggiosi, garantendo a Mosca entrate vitali. Il porto di Beihai si è specializzato nell’accogliere il GNL proveniente dai progetti sanzionati come Arctic LNG 2 e Portovaya, dimostrando che la domanda asiatica è pronta ad assorbire l’offerta rifiutata o ostacolata dall’Occidente.

Le sanzioni occidentali stanno bloccando l’export russo? Non completamente. Sebbene le sanzioni rendano la logistica più complessa e costosa (obbligando all’uso di flotte ombra e rotte specifiche), i volumi record indicano che il gas russo continua a fluire. L’amministrazione USA ha sanzionato specifici progetti e operatori, ma la Russia utilizza navi rompighiaccio e rotte alternative per mantenere attivi i commerci. L’annuncio dell’Europa di fermare gli acquisti entro il 2027 sta semplicemente accelerando lo spostamento dell’export russo verso est.

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