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Gas Naturale: la Russia dimezza gli invii in Europa. Sarà uno shock

 

I prezzi del gas naturale in Europa hanno raggiunto un nuovo record, inizialmente rallentando, poi un inasprimento molto più rapido dell’offerta russa sembra destinato a causare una crisi di stoccaggio nel continente.

 

Come osserva  Bloomberg, il gas russo scorre attraverso il gasdotto Yamal-Europe che attraversa la Bielorussia e la Polonia fino a Mallnow, in Germania…

… è sceso improvvisamente durante il fine settimana, lasciando l’Europa col problema di colmare le proprie scorte invernali. Come mostra il grafico sottostante, la quantità di gas che entra in Germania dalla stazione di compressione di Mallnow è diminuita di quasi la metà, un importante segnale per tutta l’Europa centro occidentale.

 

Come osserva Bloomberg, la straordinaria crisi dell’offerta di gas naturale a livello globale ha alimentato  aumenti del prezzo globali, facendo volare i prezzi, dall’Europa alla Cina agli USA, come possiamo vedere nel prezzi future del Nord America

Perché vi è questo calo nelle forniture russe? Semplice: la UE a guida tedesca ha fornito una pistola carica alla Russia e questa ne inizia ad approfittare.  Il gas russo passa per  Nordstream 1 , parallelo a Nordstream 2, e per il gasdotto che passa dall’Ucraina.  Gazprom Export non sta effettuando prenotazioni di capacità di trasporto ucraine a un livello vicino al quale potrebbero essere raggiunti i flussi del 2018  ed  ha lasciato che le scorte europee finissero ai minimi ed i prezzi ai massimi. 

Probabilmente lo stoccaggio europeo non sarà adeguato per l’inverno, rendendo l’apertura di Nord Stream 2 e il suo utilizzo essenziali per la stabilità dei prezzi in Europa.

Le forniture europee sono diminuite di 26,5 miliardi di metri cubi nei due anni di stoccaggio da aprile 2019. Se non cambia nulla, come Gazprom Expor ha recentemente dichiarato, ci saranno altri 20 Bcm potrebbero non essere disponibili per lo stoccaggio europeo. Senza contare che, a questo punto qualsiasi pressione europea verso la Russia di carattere politico viene a essere letteralmente cancellata. 

Del resto il Green Deal ha imposto all’olandese Shell la fine degli investimenti nello sfruttamento del Mare del Nord. Per fortuna sia Norvegia sia Regno Unito non hanno seguito questa stessa strada e proseguono negli investimenti in nuovi giacimenti. Nel frattempo però la produzione norvegese è calata, a causa delle difficoltà di manutenzione per il covid-19, ma quella algerina si è mantenuta alta, ma ultimamente ha dei problemi. Quindi tutti i fattori stanno unendosi per mettere la UE nelle mani della Russia, ma i leader tedeschi e di Bruxelles hanno una pensante responsabilità in materia.

 

 

 


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