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La Francia dice NO a Berlino (ma non basta). L’Italia? non pervenuta…

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La Francia, figlia della rivoluzione,  ieri ha fatto capire che si ribellerà ai vincolo del deficit del 3%sul pil,  imposto dalla Germania e UE per difendere la sua economia nazionale.
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Parigi, già da dieci anni sfora questo limite di bilancio e rispettarlo in un momento in cui l’economia transalpina va peggiorando, risulterebbe ulteriormente deleterio, a differenza dell’Italia che ha già promesso il pareggio di bilancio previsto per il 2017.
Sicuramente questa decisione francese è stata una mossa del governo Hollande per tentare di arginare il malcontento popolare e l’ascesa inarrestabile di Marine Le Pen, che ora porterà due parlamentari al senato, altrimenti Parigi avrebbe giurato fedeltà alla Merkel. Quindi l’ascesa di Marine Le Pen farà almeno respirare l’economia francese.
Sforare comunque il vincolo del 3% è una condizione necessaria ma NON sufficiente per far ripartire completamente l’economia, anzi nel medio periodo , rimanendo nell’euro si rischia che il risultato di una politica espansiva si traduca in maggiori importazioni rispetto all’export, aumentando il deficit sia della bilancia pagamenti che commerciale, oltre a far salire i debiti privati ed esteri (https://scenarieconomici.it/disoccupazione-come-metodo-di-governo-conferenza-alla-london-school-of-economics/).
Quindi la Francia per completare la sua “rivoluzione” deve proseguire liberandosi dalla gabbia dell’euro, altrimenti in assenza di una moneta sovrana flessibile gli effetti di una politica espansiva di bilancio, saranno deleteri  nel medio e lungo periodo, basti pensare alla Spagna che anche se sfora il deficit, la sua economia non migliora, registrando una disoccupazione al 25%.
Non dobbiamo dimenticare però che certi comportamenti umani si ripetono nella storia, sotto la famosa citazione,“la storia si ripete”.
All’indomani dalla “ribellione” francese contro il vincolo di deficit (ricordo privo di ogni base scientifica), il francese Pierre Moscovici, nuovo commissario agli Affari economici, si schiera con Berlino contro il suo stesso Paese, minacciandolo di sanzioni in caso non rispettasse il vincolo citato prima, pertanto i
l riferimento a noti collaborazionisti è di dovere…
L’ultima osservazione è che malgrado l’annuncio del non rispettare il vincolo di deficit lo spread francese è perfino in calo, segno che neanche i mercati amano l’austerità e se la Francia avesse il coraggio di annunciare l’uscita dalla schiavitù dell’euro, non si verificherebbero reazioni apocalittiche da parte dei mercati.
In quanto all’Italia, Renzi ha criticato la Merkel  sull’imposizione del vincolo di bilancio ma alla fine ha affermato che lo rispetterà, dall’altra parte l’Italia ha sempre sofferto il complesso d’inferiorità verso la Germania…
Pertanto la morale della favola è che la Francia, figlia della rivoluzione, si ribella ai vincoli di deficit imposti dalla Germania e dall’ UE per difendere la sua economia nazionale mentre l’Italia figlia delle code per l’ iPhone 6, (scusate lo sfogo, ma per fortuna tutti gli italiani non sono così) promette invece di obbedire a tutti i vincoli imposti promettendo addirittura il 
pareggio di bilancio per il 2017 , sacrificando quindi l’economia nazionale…


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