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FMI DIVENTA KEYNESIANO: “SERVE SPESA PUBBLICA IN INVESTIMENTI PER SFRUTTARE TUTTO IL POTENZIALE DI CRESCITA”

Anche se i tecnici del Ministero delle Finanze negano l’esistenza del moltiplicatore Keynesiano (affermazione fatta a me dai deputati e senatori del M5S all’alba della sua consacrazione da parte del Fondo Monetario Internazionale) ecco che il FMI rafforza la sua teoria, che è poi anche quella di Scenarieconomici e del gruppo Economia5Stelle:“lo Stato con la Spesa Pubblica sono l’anima del mondo stesso”

Ed ecco che in un periodo di bassa crescita nel mondo, IL CANE DA GUARDIA DEL PROFITTO DEI PRIVATI rafforza le sue teorie (che poi sono quelle tipiche dei Keynesiani):

“fare spesa pubblica in controtendenza”.

Chi mi segue da tempo sa come la penso, per me due sono le cose dalle quali non si può prescindere:

– una sana spesa pubblica (chi ha fatto l’autostrada del Sole?);

– i cambi flessibili ogni (circa) 40-60 milioni di abitanti (che significa moneta sovrana per un territorio più o meno a portata rapida di spostamenti in treno o auto).

 

Bene, dopo anni di crescita asfittica in eurozona alla fine il Fondo Monetario Internazionale si decide a ceritificare che la spesa pubblica A VOLTE è fondamentale, e vediamo cosa dice.

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È il momento giusto per una spinta delle infrastrutture

◾Maggiori e migliori investimenti pubblici nelle infrastrutture

◾Impatto di tale investimento più forte quando c’è ristagno economico e quando l’efficienza degli investimenti è elevata

◾Se fatti correttamente, la spinta alla produzione genera vantaggi maggiori dell’indebitamento assunto.

 

Molte economie avanzate sono bloccate in bassa crescita e alta disoccupazione, gli oneri finanziari sono bassi, come tale maggiori investimenti in infrastrutture pubbliche è una leva tra le poche rimaste per sostenere la crescita.

In molte economie di mercato emergenti e in via di sviluppo le infrastrutture sono un freno alla crescita.

Le infrastrutture sono la spina dorsale della vita quotidiana, a sostegno dell’attività economica. Non vi è alcuna attività che non si basa su infrastrutture in qualche forma. Al contrario, le carenze nelle infrastrutture sono un limite al potenziale di crescita, l’approvvigionamento idrico insufficiente e strade decrepite possono influire negativamente sulla qualità della vita e presentare ostacoli significativi della gente per la loro attività.

Lo stock di capitale pubblico è diminuito significativamente in percentuale della produzione negli ultimi tre decenni in tutto il mondo. Nei mercati emergenti e in via di sviluppo le economie, le lacune nella quantità delle infrastrutture pro capite sono evidenti.

Ad esempio, la capacità di generazione di energia per persona in economie di mercato emergenti è solo un quinto del livello nelle economie avanzate; e nei paesi a basso reddito è circa un ottavo del livello nelle economie di mercato emergenti. In alcune economie avanzate la qualità dello stock infrastrutture esistenti si sta deteriorando a causa di invecchiamento e di manutenzione insufficiente.0

Lo studio rileva che un aumento degli investimenti in infrastrutture pubbliche aumenta l’output a breve termine, stimolando la domanda e, a lungo termine, aumentando la capacità produttiva dell’economia.

In un campione di economie avanzate, con un incremento di 1 punto percentuale del PIL della spesa per investimenti si alza il livello della produzione di circa il 0,4 per cento nello stesso anno e del 1,5 per cento quattro anni dopo l’aumento :

FMI SU SPESA PUBBLICA

Inoltre, la spinta al PIL che un paese ottiene da un aumento degli investimenti infrastrutture pubbliche compensa l’aumento del debito, in modo che il rapporto tra debito pubblico e PIL non aumenta.

In altre parole, gli investimenti in infrastrutture pubbliche potrebbe ripagarsi da soli, se fatti correttamente.

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 Benissimo, adesso possiamo ufficialmente iscrivere il FMI tra i gruppi Keynesiani come molti di noi Economisti della Domenica (Corradino Mineo Docet)!

 

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

GUSTI E IL PROF 2

 

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