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EURO, LE PROVE DEL GRANDE INGANNO: ESSI SAPEVANO, HANNO SEMPRE SAPUTO!

Come ogni tanto mi accade, lunedi verso pranzo mi sono chiuso in una libreria per cercare delle preziose fonti d’ispirazione affidandomi, buona norma, al caso! Mi metto a sfogliare tutto quello che offre la libreria e, a quel punto, scelgo a caso dei libri per arricchire una collezione di TOMI che FORSE non riuscirò mai a leggere anche per mancanza di tempo.

Questa volta, assieme all’immancabile testo di cultura greca (Profilo di Aristotele) o di filosofia (Bacone e la sapienza degli antichi) ho pescato un gioiellino, abbastanza datato, che certamente farà la vostra felicità, questo:

SAGGI

Cosa contiene d’interessante questo libro che è stato pubblicato nel lontano 2004?

Una serie di affermazioni, di fondamentale importanza per comprendere il grande inganno, contenute in una serie di saggi risalenti al periodo che va dal 1991 al 2001!

Tra i saggi vi segnalo questo:

SULLA MONETA UNICA EUROPEA

in cui, a pagina 76 e 77, si possono leggere i seguenti stralci:

“è prevalente una corrente di opinione che sottolinea gli aspetti positivi della moneta unica, come i benefici in termini di costi di transazione e di rischio di cambio. L’idea sottostante è che le forze di mercato, se lasciate libere di operare, consentono di riassorbire la disoccupazione e di ripristinare le condizioni per un processo di crescita del sistema economico. Non vi è alternativa tra inflazione e disoccupazione: la politica economica è orientata verso l’obiettivo della disinflazione, richiesto anche dalla progressiva globalizzazione dei mercati”

ed ancora:

“Analogamente diffidente è la posizione inglese, manifestata ripetutamente anche dal governatore della Banca d’Inghilterra. E. George, che sottolinea l’opportunità di rinviare la data di inizio dell’Unione Monetaria in modo da consentire ai singoli paesi il tempo necessario per uniformarsi ai criteri di convergenza e così evitare che le connesse politiche di disinflazione possano compromettere la crescita economica e i livelli occupazionali in Europa.”

lord george

Punto determinante per capire il momento in cui il tutto ha avuto inizio è questo:

“A partire dagli anni ’80 si è viceversa attuata e consolidata una politica di disinflazione, inizialmente concepita come transitoria e imposta dalla necessità di fronteggiare le forti spinte inflazionistiche che si erano manifestate: il pieno impiego e la crescita non sono più considerate finalità ultime, mentre l’obiettivo della stabilità monetaria viene espresso in maniera assoluta…………ricerca la virtù finanziaria a qualsiasi costo …….insufficiente domanda effettiva, compressa da politiche monetarie e di bilancio persistentemente restrittive.”

Ed infine ecco la critica finale alla costruzione dell’Eurozona (ripeto, ben qualche decennio fa…..:

“Una perplessità aggiuntiva deriva dall’assenza di un bilancio europeo di dimensioni adeguate che consenta l’affermarsi di un meccanismo redistributivo del reddito tra le regioni, tale da evitare che spinte asimmetriche nell’area integrata si traducano o in pressioni sull’autorità monetaria europea, e quindi in possibili insorgenze inflazionistiche, o in un aggiustamento realizzato attraverso l’aumento dei livelli di disoccupazione nei paesi più deboli”

Ecco, dopo dieci, venti anni, ancora siamo al punto di partenza: abbiamo costruito la coda dell’Europa, ma non abbiamo costruito la testa!

Forse perché per avere una testa servono neuroni e sinapsi! E non tutti ce l’hanno, almeno i PIDDINI ne sono sicuro!

 

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

GUSTI E IL PROF 2

 

 

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