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ESCLUSIVO: LA LETTERA CONFIDENZIALE DELLA BCE IN SI COMMINANO LE SANZIONI A BPVI. NOMI E COGNOMI

 

Grazie all’associazione “NOI CHE CREDEVAMO NELLA BPVI E IN VENETOBANCA”, sempre in prima linea nel tutelare i risparmiatori truffati, siamo riusciti ad avere la lettera sanzionatoria della BCE nei confronti dell’istituto.

La lettera è del 7 febbraio 2017, ma fa riferimento ad una ispezione iniziata nell’estate 2016, non appena insediatosi Fondo Atlante. La cosa curiosa è che l’ispezione viene a trattare temi che , all’epoca , già si conoscevano: i finanziamenti a fronte di acquisto azioni proprie.

 

La Contestazione riguarda 511 milioni di euro di capitale che nel 2014 sono stati scorrettamente contabilizzati da parte della banca perchè, di questi 511 milioni:

  • 481,8 sono stati direttamente o indirettamente  finanziati dalla banca stessa;
  • 29 sono frutto di contratti irrevocabili di riacquisto delle azioni stesse.

Interessante il sistema creato per finanziare l’acquisto dei 481,8 milioni di euro. Il sistema appare piuttosto complesso  e prevedeva :

  1. un finanziamento diretto ai clienti per riacquisto per  282 milioni, divisi fra aumento di capitale 2013 e 2014;
  2. l’attivazione di una serie di canali indiretti verso diverso operatori finanziari che hanno utilizzato i fondi della banca per acquistare le azioni. Qui vediamo diversi nomi interessanti come :
  3. 30 milioni a tre società finanziarie lussemburghesi, la Makalu, la Jupiter, e la Broom, che avrebbero trasferito i fondi ad altre società per acquistare le azioni;
  4. 25 milioni alla Sorgente Group international holding ltd che li ha trasferiti a Monte del Paschi Belgio che ha comprato le azioni , per cui MPS è azionista indiretto di BPVI;
  5. 7,9 milioni come mutui non garantiti a 8 Consorzi Agrari ;
  6. 35,6 milioni al gruppo Marchini, dal 2001 al 2015, il famoso costruttore romano e candidato sindaco;
  7. 5,9 milioni a Zeta Group srl (La signora Dini ?)

Appare chiaro che tutti questi erano collusi per svolgere un’attività illecita che ha portato a falsare il bilancio dell banca. Una volta un PM avrebbe magari ipotizzato addirittura l’associazione a delinquere, ma i tempi sono diversi, e non bisogna disturbare le banche …..

 

Questo giochetto costa a BPVI una sanzione di 30 milioni di euro, che sono state pagate dagli azionisti, mentre chi ha partecipato al raggiro non ha avuto nessun danno .

Però non pensiate che sia finita qui, perchè l’ispezione riscontra un’altra curiosa anomalia: la BPVI risulata avere un debito anomalo nei confronti della J P Morgan Chase Manattan. L’esposizione è infatti di 636 milioni nell’estate 2016 , ma era stata ben maggiore, oltre 1 miliardo , nel 2015. Molto interessante anche il tipo di esposizione :

  • operazioni di REPO, cioè Pronti contro termine;
  • Derivati JP Morgan.

Con posizioni del genere naturalmente si influenzano le scelte delle banche ed infatti JP Morgan era l’advisor per la fallita quotazione in borsa di BPVI. La stessa JP Morgan fu quella che diede poi un colpo quasi definitivo all’istituto consigliando pubblicamente di venderne le obbligazioni a marzo 2017….

 

Insomma tanti intrecci, rimasti quasi tutti segreti. Come mai BCE interviene nell’estate 2016 , quando molte di queste cose erano note da MESI? Come mai non si indaga sul ruolo delle società finanziate dal BPVI ? Quale fu il ruolo di JP Morgan nel pasticcio??

Chissà se prima o poi sapremo la verità e vedremo atti conclusivi-

 

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