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Epstein: anche la sinistra radicale USA scarica i Clinton. Votato l’oltraggio al Congresso

Caso Epstein: colpo di scena al Congresso USA. Repubblicani e membri della “Squad” dem votano insieme per l’oltraggio a Bill e Hillary Clinton. Ecco cosa rischiano.

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Mercoledì scorso, la Commissione di Vigilanza della Camera (House Oversight Committee) ha votato per deferire l’ex Presidente Bill Clinton e l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton per oltraggio al Congresso. La notizia, di per sé rilevante, assume i contorni di un vero e proprio scenario politico inedito per un dettaglio fondamentale: i Repubblicani non erano soli.

Diversi Democratici, inclusi membri della cosiddetta “Squad” (l’ala più a sinistra e progressista del partito), hanno unito i loro voti a quelli del GOP per sanzionare la mancata comparizione della “coppia reale” della politica americana alle deposizioni sul caso Jeffrey Epstein.

I fatti: le assenze e il voto bipartisan

La questione nasce dal rifiuto dei Clinton di presentarsi alle audizioni programmate all’inizio del mese. Le convocazioni erano parte integrante dell’indagine sui legami tra le élite politiche e il finanziere caduto in disgrazia, morto suicida in carcere nel 2019 mentre attendeva il processo per traffico sessuale di minori.

Nonostante il clima di estrema polarizzazione che si respira a Capitol Hill, il voto ha mostrato una spaccatura interessante nel fronte democratico.

  • Il voto su Bill Clinton: La raccomandazione di oltraggio è passata con 34 voti a favore e 9 contrari. Ben nove Democratici hanno votato con i Repubblicani.
  • Il voto su Hillary Clinton: La misura è passata con 28 voti a favore e 15 contrari. Qui, tre Democratici si sono uniti alla maggioranza repubblicana.

Tra i nomi di spicco che hanno votato contro i Clinton figurano le rappresentanti della “Squad” Summer Lee e Rashida Tlaib, note per le loro posizioni radicali, segnando una convergenza tattica con i conservatori sulla necessità di rispettare l’autorità del Congresso.

Rashida Tlaib

Cosa significa essere in “Contempt of Congress”?

Per il lettore italiano, abituato a un sistema parlamentare diverso, è necessario chiarire il peso specifico di questa votazione. Negli Stati Uniti, il Contempt of Congress (Oltraggio al Congresso) non è una semplice ammonizione politica, ma un reato federale.

Quando una commissione emette un subpoena (un ordine di comparizione vincolante), il cittadino è legalmente obbligato a presentarsi. Se il Congresso vota l’oltraggio, la palla passa al Dipartimento di Giustizia (DOJ).

Ecco cosa rischiano concretamente i Clinton se la procedura dovesse arrivare fino in fondo:

  • Processo penale: Il DOJ decide se perseguire legalmente l’indagato.
  • Detenzione: Una condanna può comportare fino a un anno di carcere.
  • Sanzione pecuniaria: È prevista una multa che può arrivare a 100.000 dollari.

James Comer, presidente della Commissione, è stato lapidario: «I subpoena non sono semplici suggerimenti. Portano con sé la forza della legge. I Clinton credono che il loro cognome dia diritto a un trattamento speciale».

La difesa dei Clinton e il rifiuto del compromesso

La difesa legale degli ex inquilini della Casa Bianca ha definito i mandati di comparizione “non validi e legalmente inapplicabili”, sostenendo che mancassero di un reale scopo legislativo. In una mossa che Comer ha definito “insultante”, i Clinton avevano offerto di incontrare il Presidente della commissione a New York per un colloquio informale, senza trascrizione ufficiale.

L’offerta è stata respinta al mittente. L’indagine mira a chiarire cosa sapesse l’ex Presidente sulle attività criminali di Epstein, alla luce anche dei recenti documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia che hanno rivelato nuovi dettagli sulla frequentazione tra i due.

Uno scenario politico in evoluzione

Sebbene alcuni Democratici abbiano bollato l’iniziativa come una “caccia alle streghe” orchestrata per compiacere Donald Trump, la defezione di membri come il deputato Dave Min (D-Calif.) è significativa. Min, pur temendo l’uso politico della giustizia, ha ammesso: «Nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge, inclusi i presidenti. Penso che i Clinton dovrebbero essere qui».

Ora la palla passa all’aula plenaria della Camera, che probabilmente voterà le risoluzioni a febbraio. Se approvate, il Dipartimento di Giustizia si troverà di fronte alla patata bollente di dover decidere se incriminare due delle figure più potenti della storia recente americana.

Domande e risposte

Perché alcuni Democratici hanno votato contro i Clinton? Nonostante la fedeltà di partito, alcuni Democratici, inclusi membri della sinistra radicale, ritengono che il potere di indagine del Congresso debba essere assoluto e uguale per tutti. Votare a favore dell’oltraggio serve a proteggere l’istituzione: se si permette a figure potenti di ignorare i mandati di comparizione oggi, si indebolisce la capacità del Congresso di controllare l’esecutivo o i privati in futuro. Per la “Squad”, è anche un modo per segnalare che l’establishment del partito non è intoccabile.

Qual è il prossimo passo procedurale? Dopo il voto della Commissione, la risoluzione di oltraggio deve essere votata dall’intera Camera dei Rappresentanti. Dato che i Repubblicani hanno la maggioranza e alcuni Democratici sembrano propensi a sostenere la misura, è probabile che passi. A quel punto, il caso viene riferito al Dipartimento di Giustizia (DOJ). Sarà poi il Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia a decidere se convocare un Gran Giurì e procedere con l’incriminazione penale effettiva.

Cosa c’entra Epstein con il Congresso oggi? Il Congresso sta indagando su come le agenzie federali gestirono il caso Epstein e se ci furono coperture politiche. Recenti documenti desecretati hanno mostrato contatti frequenti tra Epstein e Bill Clinton. I legislatori vogliono capire se l’ex Presidente fosse a conoscenza delle attività di traffico sessuale di minori o se la sua influenza abbia in qualche modo ostacolato le indagini precedenti. I Clinton sostengono di aver già risposto in passato, ma il Congresso esige deposizioni formali sui nuovi elementi emersi.

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