Africa
Eni fa di nuovo centro in Costa d’Avorio: l’imponente scoperta di Calao South
Eni annuncia un’importante scoperta di gas e condensati nell’offshore della Costa d’Avorio. Il nuovo pozzo Calao South conferma risorse stimate per 1,4 miliardi di barili equivalenti, rafforzando la strategia di crescita del colosso italiano in Africa.
Mentre l’Europa continua a interrogarsi sui destini normativi della transizione energetica, l’Eni continua pragmaticamente a badare al sodo. Il colosso italiano ha appena annunciato una nuova, massiccia scoperta di gas naturale e condensati nell’offshore della Costa d’Avorio, consolidando la propria posizione in un’area che si sta rivelando una vera e propria miniera d’oro energetica.
La scoperta, battezzata Calao South, è avvenuta a seguito della perforazione con esito positivo del pozzo esplorativo Murene South-1X, il primo all’interno del Blocco CI-501. Questo successo conferma in modo inequivocabile l’immenso potenziale del complesso di canali di Calao, che si attesta come la seconda scoperta più grande nel Paese africano dopo il gigante Baleine.
Per chi mastica di economia reale, i numeri parlano chiaro. Ecco un riepilogo delle stime fornite dall’azienda:
| Dettaglio | Dati Stimati (Complesso Calao) |
| Gas Naturale | Fino a 5,0 Tcf (Trilioni di piedi cubi) |
| Condensati | 450 milioni di barili |
| Equivalente in petrolio | Circa 1,4 miliardi di barili |
L’approccio di Eni in Africa riflette una strategia industriale di stampo classico e molto solida, basata sull’esplorazione aggressiva per incrementare le riserve, per poi cedere quote di minoranza a investitori terzi. Questa tattica permette di monetizzare rapidamente, ma soprattutto garantisce i capitali necessari per accelerare lo sviluppo dei giacimenti in un’ottica di moltiplicatore degli investimenti, un concetto che ogni buon keynesiano non può che apprezzare. Ne sono la prova le recenti operazioni finanziarie sul progetto Baleine:
- La cessione del 30% a Vitol, il principale trader petrolifero indipendente al mondo.
- La vendita del 10% a SOCAR, la compagnia energetica di stato dell’Azerbaigian.
Attualmente, il giacimento Baleine, operato da Eni (attiva nel Paese dal 2015 con interessi in ben dieci blocchi esplorativi), produce oltre 62.000 barili di petrolio e 75 milioni di piedi cubi di gas al giorno tra la Fase 1 e la Fase 2. Con l’imminente lancio della Fase 3, le prospettive sono ancora più incoraggianti: l’obiettivo è raggiungere i 150.000 barili di petrolio e i 200 milioni di piedi cubi di gas giornalieri.
Il pozzo Murene South-1X è situato poco a sud-ovest del precedente pozzo di scoperta Murene-1X nel blocco adiacente CI-205. Nel Blocco CI-501, Eni opera con una quota del 90%, in stretta partnership con Petroci Holding (10%), confermando il ruolo dell’azienda italiana come partner infrastrutturale chiave per il fabbisogno energetico domestico ivoriano, oltre che per il mercato globale.
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