Africa
Energia: la Nigeria lancia il nuovo greggio “Cawthorne” per aggirare i limiti e pesare di più nell’OPEC+
La Nigeria prova a rilanciare la propria produzione petrolifera immettendo sul mercato il nuovo greggio “Cawthorne” da marzo. Una mossa strategica per guadagnare peso nell’OPEC+ e inseguire l’ambizioso target di 3 milioni di barili al giorno entro il 2030.
La Nigeria, gigante africano del petrolio, ci riprova. Nel tentativo di dare una scossa alla propria produzione reale e per potersi sedere al tavolo dell’OPEC+ con un peso contrattuale maggiore, la nazione adotta una strategia commerciale e tecnica ben nota: il lancio di un nuovo blend sul mercato globale.
La compagnia petrolifera di Stato (NNPC) ha infatti confermato tramite i suoi portavoce che, a partire dalla terza settimana di marzo, inizieranno le spedizioni del “Cawthorne”. Si tratta di un greggio dolce e leggero (API 36.4), estremamente simile per qualità al fiore all’occhiello nazionale, il Bonny Light, e quindi molto appetibile per le raffinerie alla ricerca di alte rese in benzina e diesel.
Sulla carta le ambizioni nigeriane sono sempre grandiose. Negli ultimi anni il Paese ha lanciato un nuovo greggio quasi a cadenza regolare, introducendo l’Obodo nel 2025 e l’Utapate nel 2024. Eppure, la produzione effettiva fatica costantemente a rispettare non solo le quote assegnate dai partner dell’OPEC+, ma persino gli obiettivi fissati dal governo stesso. Nel 2025, infatti, la Nigeria ha registrato una produzione media giornaliera di 1,5 milioni di barili, restando ben 500.000 barili al di sotto del target governativo e 200.000 al di sotto degli obiettivi del 2025.
Ecco una sintesi degli obiettivi e della capacità produttiva di Lagos:
| Orizzonte Temporale | Produzione (bpd) | Contesto e Note |
| 2025 (Media) | 1,5 milioni | -500.000 bpd rispetto all’obiettivo di settore |
| 2026 (Stima con Cawthorne) | 1,7 milioni | Crescita stimata dagli attuali 1,65 mln grazie alla nuova unità FSO |
| Entro il 2028 | 2,0 milioni | Obiettivo dichiarato dai vertici Upstream di NNPC |
| Obiettivo 2030 | 3,0 milioni | Target a lungo termine del governo |
Il greggio Cawthorne verrà esportato attraverso l’omonima unità galleggiante di stoccaggio e scarico (FSO/FPSO). Secondo le stime diffuse da Kpler, questo apporto infrastrutturale dovrebbe portare l’offerta combinata di greggio e condensati a 1,7 milioni di barili al giorno per il resto del 2026.
I vertici della NNPC continuano a promettere di voler intensificare le collaborazioni per massimizzare l’efficienza degli impianti, puntando alla fantastica quota di 3 milioni di barili al giorno entro il 2030. Un traguardo che, considerando l’atavico deficit infrastrutturale del Paese, fa sorridere gli analisti più cinici, ma resta il fatto che un recupero della produzione reale è la condizione necessaria per una ripresa dell’economia nigeriana. Staremo a vedere se questa volta le promesse tecniche si trasformeranno in barili reali.
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