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Elezioni in Grecia. Tutto cambierà affinchè nulla cambi…

Grecia-elezioni-2015
La campagna elettorale greca, su le elezioni di oggi, è stata  propagandata mediaticamente accostando un presunto neo nazismo con l’anti austerità ed il ritorno al controllo della propria moneta (come avviene in tutto il mondo normale) per evitare di essere ricattati.
Questi due fattori, appunto di normalità, vengono descritti come scenario da incubo. Quello che ci dovremmo chiedere è per chi sarebbe un incubo? Sicuramente per chi controlla realmente la Grecia, ovvero UE BCE, FMI e creditori internazionali, i quali possono imporre la loro agenda al Paese proprio perchè quest’ultimo è stato spogliato delle sue difese e strumenti per uscire da una crisi micidiale che dura da cinque anni, frutto di questo sistema monetario privo di ogni razionalità macroeconomica. Crisi scaturita da un problema (debito) di finanza PRIVATA e non pubblica, ovvero, la troppa e facile libera circolazione dei capitali favorita dall’eurozona fino ad arrivare all’epilogo finale (ciclo di Frenkel).
Ovviamente, lo scenario auspicato dall’informazione è quello di una coalizione fatta dai cosidetti “moderati” ma che in realtà questi sono  i veri estremisti europeisti, i quali seguiranno ed attueranno alla lettera le richieste della TROIKA, quindi continuando ad imporre tagli ed austerità, deprimendo ancora di più l’economia greca, ormai al rango di paese in via di sviluppo.
L’ultimo salvataggio da 86 miliardi, accettato da Tsipras, (ecco perchè queste elezioni non sono tanto citate dai media, visto che i giochi sono già stati fatti) rappresenterà la pietra tombale per l’economia ellenica, grazie ai surplus di bilanci per poter tappare i buchi delle banche elleniche in debito con quelle tedesche e francesi e mantenendo artificialmente in vita uno Stato ormai cadavere, che non dipende più dalla ricchezza generata dai suoi cittadini.
D’altra parte, oggi la politica corretta nasconde il termine collaborazionismo sotto il nome di “moderati, grande coalizione, governo di responsabilità nazionale e governo tecnico”.
Sarebbe auspicabile una vittoria (seppur molto difficile) di quelle formazioni, politicamente scorrette, dette estremiste  al fine di bloccare il radical chic Tsipras il quale ha ceduto gli aeroporti greci alla Germania, sempre impegnato nella lotta all’austerità, conseguenza di un sistema monetario che esso stesso lo difende ma affermando di essere contrario agli effetti che questa produce.
La storia va studiata per capire il presente e i scenari futuri, facendo magari un balzo a circa 480 a.c. scoprendo che in Grecia c’erano formazioni politiche e perfino delle Polis filo persiane mentre oggi ci sono partiti filo europeisti come la destra moderata e Tsipras, che “forte” del suo referendum bufala è tra i favoriti…

 

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