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Disoccupazione record e deflazione. Il premio alla competitività per chi è più povero…

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Il dato di oggi conferma un aumento record della disoccupazione a quota 13.2% ad ottobre e la cosa non mi sorprende quando si impone di ridurre il deficit, aumentare le tasse ed essere “flessibili” quindi aspirare come una aspirapolvere liquidità e risorse dal ciclo economico reale verso lo Stato che dovrà ottemperare agli impegni europei.
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Come altro effetto che non mi sorprende neanche, riguarda l’ulteriore calo dell’inflazione in Italia ora a quota 0.2% nel mese di novembre, molto probabilmente dovuto anche per un effetto contagioso proveniente dall’altrettanto calo dell’inflazione tedesca registrata ieri.
La gravità di tutto ciò sta nel fatto che la Germania sta esportando la tendenza alla deflazione al resto d’Europa. I paesi del Sud del continente si vedranno ampliati i loro gap di competitività ogni volta che l’inflazione tedesca si ridurrà (e non solo), pertanto per colmare la distanza competitiva con la Germania, l’Italia, la Spagna, la Grecia per fare un esempio, questi dovranno rispondere con maggiori tagli salariali, flessibilità ed aumento delle imposte per colmare i vuoti competitivi con il Nord.
Non a caso proprio ieri Draghi ad una università di Helsinki, ha affermato che i paesi dell’eurozona devono essere più flessibili sui salari
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Non a caso la tendenza ad una deflazione contagiosa sta avanzando in tutta l’eurozona che sempre a novembre ha segnato un’inflazione in ulteriore flessione da 0.4 a 0.3% in un mese.
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La correlazione tra calo dell’inflazione ed aumento della disoccupazione detta curva di Phillips rappresenta l’unico modo per far si che l’Italia nell’eurozona sia competitiva per il fatto che il calo dei prezzi renderà i prodotti più “interessanti” per i mercati esteri europei principalmente e che la disoccupazione avrà l’effetto ricattatorio di imporre tagli salariali e precarietà, oltre a limitare i consumi tra i quali le eccessive importazioni riportando il saldo commerciale in positivo.
Questi sacrifici (dis)umani per ottenere competitività vengono perseguiti perchè in assenza di una nostra moneta sovrana competitiva e flessibile per interagire nel mercato europeo che si sta avviando peraltro all’implosione.
Pertanto, ripeto che nell’eurozona si è competitivi se ci si impoverisce di più….

In ultima analisi, la notizia che l’apprendistato  non ha funzionato è da imputarsi alla mancanza di DOMANDA, non si assumono giovani, anche se detassati perchè NON SI VENDE, la burocrazia è si un problema ma dal lato dell’OFFERTA. Quindi ovvio che la disoccupazione giovanile ha fatto un ulteriore balzo arrivando ad ottobre a quota 43.3% segnando un + 0.6% rispetto a settembre.

Semmai verrà in quantitative easying di Draghi, questo si rivelerà insufficiente come insufficiente saranno gli “investimenti” virtuali di Juncker ma ci sarà il Jobs Act che piace tanto alla Germania allora si che ci sarà un cambiamento, verso il baratro si capisce…

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