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Difendiamo la Costituzione del 1948!

di Jacopo Cioni –

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L’incontro organizzato da ME-MMT Toscana nella giornata di sabato 4 giugno a Firenze ha segnato non solo un attimo di aggregazione fra persone desiderose di capire, abbiamo superato le cento anime, ma anche una buona sinergia di vedute fra Alternativa per l’Italia e ME-MMT.

La presidentessa, anzi no, la presidente Dott.ssa Maria Luisa Visione ha splendidamente introdotto i due referenti, l’Avv. Marco Mori di Alternativa per l’Italia e il Dott. Filippo Abbate referente economico di ME-MMT.

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Marco Mori ha parlato della riforma costituzionale o meglio della deforma costituzionale evidenziando immediatamente come questa miri ad aumentare la governabilità affinché la democrazia italiana sottostia totalmente al controllo di poteri sovranazionali identificati con i grandi poteri economici la cui ideologia è il neo-liberismo. Lo stesso neo-liberismo che innescò l’escalation della seconda guerra mondiale e che i nostri padri fondatori avevano ben compreso nel comporre la Carta Costituzionale rendendola più che anti-fascista decisamente anti-liberista.

Marco Mori ha rimarcato come queste modifiche costituzionali sono in realtà volute dalla finanza sovranazionale, dimostrato dalla presenza di documenti storici, con lo scopo di abbattere le costituzioni socialiste mediterranee che proteggono troppo i lavoratori e relegano il profitto e la competizione al secondo posto dopo l’aspetto sociale.

La disamina ha evidenziato due aspetti dell’incostituzionalità delle riforme.

Il primo rispetto all’illegittimità del Parlamento a causa della legge elettorale definita “porcellum” che la stessa Corte Costituzionale ha decretato incostituzionale; Corte che allo stesso tempo ha apparentemente salvato l’operatività stessa del Parlamento attraverso un cavillo giuridico, permettendo al Parlamento stesso di agire indipendentemente della Sovranità dal popolo. L’azione del Parlamento ha poi generato una cascata di provvedimenti che risultano costituzionalmente viziati fino addirittura a spingersi ad una riforma Costituzionale palesemente eversiva.

Il secondo aspetto riguarda la deforma propriamente detta che ha come scopo snaturare la prima parte della Costituzione, ricordiamo immodificabile, attraverso le modifiche della seconda parte.

Questo processo è avvenuto nel corso degli ultimi anni a cominciare dal 2012 ad opera di Monti con l’introduzione del pareggio di bilancio per poi proseguire con l’attuale deforma portata avanti da Renzi. Inoltre le modifiche costituzionali rendono di fatto il Senato, che non viene abrogato, non più eleggibile dal popolo (ennesima sottrazione di Sovranità) e lo trasformano nell’avamposto atto a verificare l’attuazione le leggi di derivazione europea.

Vi rimando alla lettura di questi link per approfondire le varie modifiche degli articoli costituzionali, modifiche ampiamente documentate da Marco Mori durante l’incontro; approfondimento che vale la pena di fare.

https://scenarieconomici.it/la-deforma-costituzionale-parte-terza-labrogazione-dellart-58-cost/

https://scenarieconomici.it/da-leggere-la-deforma-costituzionale-parte-quarta-il-nuovo-art-59/

https://scenarieconomici.it/importante-commento-alla-deforma-costituzionale-il-nuovo-art-57/

https://scenarieconomici.it/importante-commento-alla-deforma-costituzionale-il-nuovo-art-55-cost/

Marco conclude il suo intervento mettendo in evidenza che dal “Tramonto della Democrazia” siamo ormai giunti al funerale della Democrazia.

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Il Dott. Filippo Abbate nel suo intervento mette in evidenza con riferimenti puntuali e chiarificatori la differenza fra la nostra splendida Costituzione e il suo modello socio-economico rispetto ai trattati europei e il loro modello neo-liberistico. Partendo da un excursus storico di come è stata studiata e redatta la nostra Costituzione evidenziando come il concetto di capitalismo regolato fosse libero di operare all’interno di una regolamentazione della Repubblica con lo scopo di disciplinarlo per raggiungere determinati obbiettivi sociali.

La disamina da parte di Filippo Abbate, citando gli art. costituzionali 1, 3 e 4 e poi ancora gli art. 35, 36, 38, 41 e 47, mette in evidenza qual’è la formula socio-economica voluta dalla nostra Costituzione, cioè la tutela del lavoro, del lavoratore e dell’essere umano.

Il modello voluto è quindi la libertà dell’imprenditore, del lavoratore, di agire purchè non vada ad incidere o contrastare la vita sociale del paese. Centralità del lavoro e controllo dello Stato sull’economia. Questo è fondamentalmente in antitesi con il modello neo-liberista dell’Europa.

Filippo Abbate a questo punto mette in parallelo fra loro i cardini fondamentali del modello economico dell’Unione Europea rispetto a quello della nostra Carta Costituzionale evidenziando la totale incompatibilità delle due forme economiche. Questa abnorme incompatibilità si evidenzia nell’art. 3 del trattato sull’unione europea (Trattato di Maastricht) e negli art. 119 (comma 2 e 3), 127, 145 e130 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europeo che messi in confronto con gli articoli della nostra Costituzione rendono palese il contrasto in oggetto.

Infine Filippo Abbate racconta gli anni 2011-2012 con l’avvento di Monti, a seguito di un colpo di stato finanziario, come esecutore delle direttive Europee puntualmente applicate sotto il ricatto dello spread che calerà solo ad agenda imposta conclusa.

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Infine a chiusura della serata il gradito intervento di Giuseppe Povia che ha allietato la serata con una serie di canzoni e tanta simpatia. La musica di Povia è agli occhi di chi ha compreso il baratro europeo una denuncia coraggiosa che tramite note arriva pesante come un macigno; l’arte al servizio della comunità. La sua canzone “Chi comanda il modo”, le allegorie contenute nel video, sono evidenza della sua coscienza sociale e democratica e una denuncia palese della deriva oligarchica che ormai dilaga in Italia, in Europa e nel mondo!

Il risultato finale dell’incontro è un forte e poderoso NO al referendum di ottobre sulle riforme costituzionali. Un NO che deriva dalla presa di coscienza e dalla conoscenza delle trasformazioni in atto che si contrappongano alla Democrazia, alla Sovranità popolare ed infine, ovviamente, alla Libertà.

A questo link potete visionare l’intera serata.

https://drive.google.com/file/d/0BxccP9hhpCeFM3VncFRWY01ncWM/view?pref=2&pli=1

Jacopo Cioni

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