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DEGLOBALIZZAZIONE: IL TIMORE TEDESCO, e la speranza italiana

 

Oggi il Welt ha presentato un interessante articolo che mette in luce i timori della Germania. Il FMI ha recentemente ribassato i dati previsionali di crescita del “Locomotore dell’Europa” per il 2019, dal 0,8% al 0,7%. La linea che vedete è la previsione del FMI

Ci permettiamo comunque di far notare come i sistemi previsionali di questi enti internazionali siano quantomai deboli, paradossalmente poco previsionali ed in realtà prevedono ex post ciò che è già accaduto ex ante. Basti notare che in un anno lo FMI è passato a fare una previsione dallo 2,1% al 0,7%. , il che significa, mi dispiace dirlo, che le previsioni attuali per il 2020 hanno una valenza equivalente ad un parere del mago Otelma.

Proseguendo nell’analisi del problema questo è stato generato da una inversione dellaglobalizzazione, cioè da un vero e proprio calo del commercio mondiale. Secondo la Germania, ed il Welt questo è legato alle crisi internazionali, ma è vero?

Analizziamo un secondo grafico fornito dal Welt,

La linea gialla mostra il PIL mondiale e quella azzurra il PIL. Normalmente, secondo una visione tradizionale, il PIL crescente è accompagnato da una crescita maggiore del commercio internazionale, la cosiddetta globalizzazione. Questo rapporto si inverte quando c’è una crisi economica, secondo FMI ed il Welt. Ma se analizziamo l’andamento dal 2013 il commercio è cresciuto molto poco, quasi sempre al di sotto del PIL Mondiale, a parte il 2017. Non è che lo sviluppo si sta STACCANDO dal commercio internazionale per diventare sempre più interno e meno globalizzato?

Dato che la crescita tedesca è legata, strettamente, alla globalizzazione, perchè la crescita della Germania è export lead, guidata dalle esportazioni, i tedeschi sono preoccupati da questo rallentamento. Però questa situazione non può durare in eterno, non si può crescere in eterno come esportatori netti e basta. Quindi abbiamo due problemi per la crescita tedesca:

  • l’export che non cresce più, rallentando la Germania;
  • questo giustificherà la BCE ad una politica espansiva di carattere monetario, cosa che atterrisce i tedeschi.

La soluzione ci sarebbe, ed è legata ad un cambiamento di paradigma. Approfittare della politica monetaria espansiva per una politica fiscale espansiva interna e permettere la crescita in tutta l’euro area. La fine dell’export lead per una politica di crescita guidata da investimenti e consumi interni o nell’ambito dell’eurozona. Qualcosa che farebbe felici i tedeschi, tuti, e gli europei, tutti, non solo una elite ordoliberista.

Cambieranno. ? non so…

 


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