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Deflazione e bolla del debito: il rischio dell’esplosione cinese

 

Perchè la deflazione è pericolosa, anche nel settore privato? Perchè, come nel pubblico, impedisce un lento, ma benefico, erodersi del debito e quindi viene ad aumentare surrettiziamente il tasso di interessi che viene pagato, con il rischio di mettere in gravi difficoltà finanziarie le aziende che operano nell’economia reale. La deflazione poi rende ancora più feroce la concorrenza sul prezzo fra le aziende, riducendo i margini operativi e quindi rendendo più complesso il servizio sul debito.

La Cina ha visto un’inflazione dei prezzi alla produzione pari a zero a giugno,la più bassa dal 2016, I prezzi delle materie prime sono calati del 2,1% e dei semilavorati dello 0,3% segno di un una domanda molto bassa.

L’inflazione al consumo è anch’essa molto bassa, con solo il 2,7% annuo, valore molto contenuto per Pechino.

Questo ambiente deflazionistico preoccupa il governo, ma anche le aziende , ed abbiamo i primi casi di clamorosi fallimenti . In generale le aziende cinesi hanno la curiosa, e dannosa , abitudine di chiedere il massimo dei finanziamenti possibili , sia che siano necessari sia che non lo siano, caricandosi quindi di interessi non necessari. Inoltre il debito delle aziende, corporate, è cresciuto fortemente:

I due grafici mostrano la rapida crescita del debito, a sinistra, anche nel 2018 quando iniziava a farsi sentire il rallentamento economico. A destra vediamo la comparazione con gli USA nell’arco di tre decenni, e come il debito inizi ad essere significativo.

Anche aziende modello stanno risentendo della situazione, fra queste l’azienda di  Zhou Xiaoguang, la “Regina dei gioielli” cinese, scelta come imprenditrice dell’anno da Ernst & Young, e la sua società Neoglory sembrava avviata a diventare l’ennesimo conglomerato di successo. Invece la società è andata in bancarotta , ed il suo caso di espansione del debito sembra da manuale:

La crescita di Neoglory è stata finanziata nel debito  e la società nel tempo ha dovuto accettare termini sempre più stringenti sino ad arrivare al default lo scorso settembre, vedere gli asset congelati dal tribunale e dover ripensare completamente le proprie idee di espansione.

Neoglory non è l’unica società con dei problemi. Chenxi Group è andato in crisi finanziaria, il  Zhejiang Jindun Group ha visto il suicidio del fondatore per debiti ed il China Minsheng Investment Group ha mancato per quattro volte le scadenze.

Quindi abbiamo una crescita nel numero dei default privati e delle bancarotte vere e proprie:

 

Il numero, ma soprattutto il valore, dei procedimenti di bancarotta ha raggiunto un valore record nel 2018, e nel 2019 siamo già oltre la metà del valore del 2018 con un numero di casi molto minore, sintomo che le bancarotte stanno incidendo su aziende e quindi su debitori di maggiori dimensioni.

Ora il governo cinese sta rispondendo al problema con una politica monetaria espansiva e con l’intervento a copertura da parte della banca centrale, ma lo stimolo sul credito non ha un effetto immediato sulla crescita e di sollievo sulle posizioni di debito. I casi precedenti mostrano come ci sia un ritardo di circa 6-7 mesi prima che queste misure abbiano effetto.

Quindi avremo sicuramente ancora un 6 mesi di problemi finanziari in Cina, e di società traballanti.


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