EnergiaIndiaRussiaUSA
Dazi “monstre” e ricatti energetici: Trump mette l’India all’angolo sul petrolio russo
Washington alza il tiro: o Nuova Delhi molla Putin o affronterà tariffe punitive senza precedenti. I mercati tremano.

La pressione degli Stati Uniti sull’India sta raggiungendo livelli di guardia. Se Nuova Delhi non accetterà di tagliare i ponti con le forniture energetiche di Mosca, Washington è pronta ad alzare ulteriormente le barriere tariffarie. Lo ha confermato domenica il presidente Donald Trump, intensificando la retorica in un momento in cui i negoziati commerciali tra le due potenze sono in uno stallo preoccupante.
“Modi è un bravo ragazzo. Sapeva che non ero contento, ed era importante rendermi felice”, ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, con il suo consueto stile che mescola diplomazia personale e minaccia diretta. E la minaccia è chiara: “Loro fanno affari, e noi possiamo alzare i dazi su di loro molto rapidamente”, ha aggiunto, rispondendo specificamente sugli acquisti indiani di petrolio russo.
Questi commenti non arrivano dal nulla. Seguono mesi di tensioni commerciali dopo che gli Stati Uniti, lo scorso anno, avevano già raddoppiato i dazi sulle importazioni di merci indiane portandoli al 50%, una misura punitiva esplicita per il forte acquisto di greggio russo da parte dell’India.
La proposta shock: dazi al 500%
Ma la vera “bomba” retorica arriva dal senatore repubblicano Lindsey Graham, stretto alleato di Trump in viaggio con lui. Graham sta sostenendo una legislazione che imporrebbe dazi fino al 500% (avete letto bene, cinquecento per cento) sui paesi che continuano a comprare petrolio russo.
La logica di Graham è semplice: “Se compri petrolio russo a basso costo, mantieni in funzione la macchina da guerra di Putin”. L’obiettivo è dare al Presidente il potere di rendere questa scelta economicamente insostenibile attraverso dazi punitivi stratosferici. Secondo Graham, le azioni di Trump sono già il motivo principale per cui l’India ora sta comprando “sostanzialmente meno petrolio russo”. Ma ha davvero senso economico strangolare un partner commerciale strategico ed emergente per obiettivi puramente geopolitici?
L’India nella “zona grigia”
I mercati indiani hanno reagito con nervosismo lunedì. L’indice dei titoli tecnologici è sceso di circa il 2,5%, toccando il minimo da oltre un mese, mentre gli investitori temono che queste relazioni commerciali tese possano far deragliare ulteriormente un accordo commerciale USA-India.
Gli esperti di commercio avvertono che l’approccio cauto di Nuova Delhi rischia di indebolire la sua posizione. Ajay Srivastava, fondatore del think tank Global Trade Research Initiative, sottolinea che le esportazioni indiane affrontano già un dazio USA del 50%, con un 25% specificamente legato agli acquisti di greggio russo.
Sebbene i raffinatori indiani abbiano ridotto le importazioni dopo le sanzioni, gli acquisti non si sono fermati del tutto, lasciando l’India in una “zona grigia strategica”. “L’ambiguità non funziona più”, avverte Srivastava, esortando l’India a chiarire la sua posizione, pur avvertendo che anche uno stop completo potrebbe non porre fine alla pressione americana, che potrebbe semplicemente spostarsi su altre richieste commerciali.
Nel frattempo, l’economia reale ne risente. Nonostante i dazi elevati, le esportazioni dell’India verso gli USA hanno fatto un balzo a novembre, ma le spedizioni totali sono diminuite di oltre il 20% tra maggio e novembre 2025. Un dato che dimostra come l’incertezza e le barriere tariffarie stiano già comprimendo gli scambi, indipendentemente dalla retorica politica.
Domande e Risposte
Perché Trump sta aumentando la pressione proprio ora? Trump utilizza una tattica negoziale aggressiva tipica del suo stile: creare una crisi o una minaccia imminente (dazi al 500%) per forzare la controparte a concessioni immediate. L’obiettivo è duplice: isolare economicamente la Russia e ottenere condizioni commerciali più favorevoli per gli USA nei negoziati in stallo con l’India.
L’India può permettersi di smettere di comprare petrolio russo? È difficile. L’India è un enorme consumatore di energia e il petrolio russo a prezzo scontato è stato fondamentale per contenere l’inflazione interna e sostenere la crescita. Sostituirlo interamente con forniture più costose (come quelle USA o mediorientali) avrebbe un impatto negativo sulla sua bilancia commerciale e sul costo della vita per i cittadini.
La minaccia di dazi al 500% è realistica? Un dazio del 500% è più una mossa di teatro politico che una proposta economica praticabile. Equivarrebbe a un embargo quasi totale sulle merci indiane, danneggiando gravemente anche i consumatori e le imprese americane che dipendono da quelle importazioni. Tuttavia, serve a segnalare che l’amministrazione USA è disposta a usare l’arma commerciale in modo estremo per raggiungere obiettivi geopolitici.








You must be logged in to post a comment Login