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Dal crollo del muro di Berlino al muro dell’eurozona.


Il sogno tedesco, come la propaganda europeista ci vuole mostrare in occasione del venticinquesimo anniversario dalla caduta del muro di Berlino, (tappezzando addirittura Roma, con mega cartelloni http://www.formiche.net/2014/11/10/propaganda-italiana-sul-crollo-del-muro-berlino/ )  fu piuttosto per la Germania Ovest, la quale imponendo un marco pesante alla Germania dell’Est ha progressivamente distrutto la sua industria con l’ovvia perdita di concorrenza. Con l’industria dell’Est in ginocchio, una volta competitrice dell’Ovest, fu inflitto in colpo di grazia dall’Ovest, tramite la Treuhand Stansstad, vale a dire, una parola a noi molto famigliare, ovvero “Privatizzazioni” e “Liquidazioni”. L’Est tedesco con l’unificazione è stata totalmente spogliata della sua sovranità sia monetaria che industriale. Dal 1989 fino alla prima metà del 1991 la produzione industriale nella Germania orientale era crollata del 67%* ed addirittura dell’86%* nel settore della meccanica di precisione, di cui l’Est tedesco vantava grandi successi in questo settore. Le esportazioni, come si potrà ben capire, per aver adottato il marco pesante dell’Ovest con cambio 1:1 da parte dell’Est, registrarono un crollo verticale del 56%* in soli due anni dal 1989 al 1991, con la deindustrializzazione ormai avviata la disoccupazione decollò toccando quota 1343.000* pari al 16.5%* nel gennaio del 1992. In sostanza, dalla fine dell’89 alla primavera del 92′ furono distrutti 3.7milioni* di posto di lavoro a tempo indeterminato (preludio dei minijobs). Non è difficile immaginare poi come sarebbe stato l’andamento del pil della Germania orientale, difatti nel 1990 questo segnò un crollo di un -17,9%* e nel 91′ un -22.9%* , nessuno dei Paesi dell’Est avrà fatto così peggio.
La Germania orientale era ormai ridotta  ad area depressa fatta solo  da consumatori tramite la famosa “solidarietà” proveniente dall’Ovest, ovvero trasferimenti di fiscalità che sono serviti per vendere i prodotti dell’Ovest stesso da parte dell’Est tedesco, quella solidarietà oggi tanto reclamata e sbandierata dagli €uropeisti (http://vocidallestero.blogspot.it/…/sovranita-e-non-solidar…).
Il risultato per la Germania orientale, tutt’ora considerata il meridione dell’intero stato teutonico  unificato, è stato oltre  all’aumento esponenziale della disoccupazione, desertificazione industriale, crollo del pil, anche uno spopolamento delle città da parte dei giovani disoccupati in cerca di lavoro in aree non depresse. Dal 1989 fino al 2006 le persone che  sono emigrate dell’Est all’Ovest tedesco sono state 1 milione e 740 mila*, circa il 10,5%* della popolazione dell’Est.
Venendo ad oggi, quindi il sogno della Merkel nasconde forti similitudini con gli avvenimenti economico-sociali che si sono verificati nella Germania Orientale e che si stanno verificando attualmente nel sud Europa.
Per non creare tifoserie da Italia-Germania, dato i fatti accaduti durante l’adozione del marco pesante da parte dell’Est e la seguente unificazione, è bene sapere quindi che le prime vittime dei governi tedeschi sono stati i tedeschi stessi…
Oggi più che mai, occorre spezzare l’eurozona affinchè l’Italia intera non segua il destino della Germania Est post unificazione, ovvero sogno della Merkel, ma nostro incubo.

* Fonte dati economici: Anschuluss L’annessione, aut. Vladimiro Giacchè.

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