Cuba
Cuba, tra blackout e diplomazia: rilasciati 2.010 detenuti mentre il greggio scarseggia
Il governo dell’Avana annuncia una maxi-scarcerazione “umanitaria” per la Settimana Santa. Sullo sfondo, un’economia strangolata dalla crisi energetica, blackout continui e le rigide restrizioni statunitensi sui flussi di petrolio.

Cuba rilascerà 2.010 detenuti in occasione della Settimana Santa, mentre si intensificano le pressioni degli Stati Uniti sull’isola, con la carenza di carburante e le difficoltà economiche che aumentano a causa delle restrizioni sempre più severe.
Il governo cubano ha definito la mossa un «gesto umanitario e sovrano». Tra le persone ammesse al rilascio figurano cittadini stranieri, giovani, donne e detenuti di età superiore ai 60 anni. Secondo fonti ufficiali, la decisione fa seguito a una valutazione della condotta, della durata della pena scontata e delle condizioni di salute.
Il rilascio arriva mentre gli Stati Uniti intensificano la pressione su L’Avana. Da quando è tornato in carica, il presidente Donald Trump ha deciso di limitare i flussi di petrolio verso l’isola, contribuendo a gravi carenze di carburante e blackout ricorrenti in tutto il paese.
Il sistema energetico di Cuba è altamente esposto alle interruzioni delle importazioni. Il paese dipende dal greggio straniero per sostenere la produzione di energia elettrica, e la riduzione delle spedizioni si è tradotta direttamente in instabilità della rete e rallentamento economico.
La scorsa settimana è arrivata una petroliera di proprietà russa che trasportava circa 730.000 barili di greggio – la prima consegna di questo tipo dall’inizio di gennaio – offrendo un sollievo temporaneo. Trump ha affermato di non avere nulla da ridire su quella spedizione, ma gli Stati Uniti avevano precedentemente dichiarato che alle petroliere russe era “vietato” consegnare petrolio a Cuba. Trump ha dichiarato che le restrizioni più ampie rimangono in vigore.
Il rilascio dei prigionieri viene presentato a livello nazionale come parte delle tradizioni della Settimana Santa, che secondo le autorità cubane includono storicamente misure di clemenza. Segue un altro rilascio di 51 prigionieri avvenuto a marzo dopo i colloqui con il Vaticano.
I gruppi per i diritti umani stimano che centinaia di prigionieri politici rimangano in custodia, con i critici del governo soggetti a procedimenti penali.
Per Cuba, l’accesso al carburante e la stabilità dell’energia elettrica rimangono fondamentali per il funzionamento del Paese. Cuba rilascerà 2.010 prigionieri mentre si intensifica la pressione degli Stati Uniti sull’isola, con carenze di carburante e tensioni economiche in aumento a causa delle restrizioni più severe.
Il governo cubano ha descritto la mossa come un “gesto umanitario e sovrano”. Tra coloro che hanno diritto al rilascio figurano cittadini stranieri, giovani, donne e detenuti di età superiore ai 60 anni. I funzionari hanno affermato che la decisione fa seguito a una revisione della condotta, del tempo trascorso in carcere e delle condizioni di salute.
Il rilascio arriva mentre gli Stati Uniti intensificano la pressione su L’Avana. Da quando è tornato in carica, il presidente Donald Trump ha deciso di limitare i flussi di petrolio verso l’isola, contribuendo a gravi carenze di carburante e blackout ricorrenti in tutto il paese.
Il sistema energetico cubano è altamente esposto alle interruzioni delle importazioni. Il paese dipende dal greggio straniero per sostenere la produzione di energia elettrica, e la riduzione delle spedizioni si è tradotta direttamente in instabilità della rete e rallentamento economico.
La scorsa settimana è arrivata una petroliera di proprietà russa che trasportava circa 730.000 barili di greggio – la prima consegna di questo tipo dall’inizio di gennaio – offrendo un sollievo temporaneo. Trump ha affermato di non avere nulla in contrario a quella spedizione, ma gli Stati Uniti avevano precedentemente dichiarato che alle petroliere russe era “vietato” consegnare petrolio a Cuba. Trump ha dichiarato che le restrizioni più ampie rimangono in vigore.
Il rilascio dei prigionieri viene presentato a livello nazionale come parte delle tradizioni della Settimana Santa, che secondo le autorità cubane includono storicamente misure di clemenza. Segue un altro rilascio di 51 prigionieri avvenuto a marzo dopo i colloqui con il Vaticano.
I gruppi per i diritti umani stimano che centinaia di prigionieri politici rimangano in custodia, con i critici del governo soggetti a procedimenti penali.
Per Cuba, l’accesso al carburante e la stabilità dell’energia elettrica rimangono fondamentali per il funzionamento del Paese, ma la crisi agricola, che ha cancellato le esportazioni di zucchero, rendono complesso l’approvvigionamento sui mercati internazionali per la scarsità di valuta forte. La questione va oltre l’aspetto puramente politico.







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