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Crolli della borsa di Atene. I mercati hanno capito, i politici non ancora…

svizzera
I crolli della borsa di Atene dopo l’elezione di Tsipras a capo del governo e lo spread record sui titoli di Stato greci, superiori addirittura rispetto ad un Paese africano ( e finalmente l’euro proteggeva dalla speculazione) devono far capire che i mercati non sono in realtà a favore dell’austerità e contro le politiche espansive (il QE è stato ben accettato dalle borse europee anche se si rivelerà un flop) ma mostrano solamente che voler rimuovere l’austerità in presenza dell’euro semplicemente NON è possibile e quindi si apre una falla che favorisce quella speculazione finanziaria citata prima.

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Inoltre, in assenza di una monetizzazione del debito, come accaduto in Argentina, con il conseguente sganciamento del peso al dollaro, aumentare una spesa pubblica per finanziare l’economia reale con liquidità non emessa dalla Paese stesso, bensì presa in prestito dai mercati non può verificarsi, perchè la Grecia sarebbe sotto la scure dei creditori internazionali ed il taglio dell’attuale debito greco una tantum agirebbe sugli effetti ma non sulla causa principale, ovvero l’assenza di emettere moneta per la propria spesa pubblica con una banca centrale garante.
In un Paese a moneta sovrana, davanti a decisioni di natura economica di tipo espansive come vuole fare Tsipras in Grecia, le borse locali risponderebbero in modo positivo.
In sostanza i mercati ci stanno dando la prova che benessere per la popolazione ed euro sono due cose incompatibili…
Come per la fine dello SME anche quella dell’eurozona sarà decisa dai mercati, i quali hanno capito mentre i politici ancora no…

 

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