Automotive

Crisi Volkswagen: vicina la cessione di Everllence (ex MAN) per 6 miliardi. Caccia alla liquidità per la transizione

Volkswagen corre ai ripari per finanziare la transizione elettrica: vicina la cessione di Everllence (ex MAN) ai fondi di private equity per 6 miliardi di euro. Ecco il piano di salvataggio di Wolfsburg.

Pubblicato

il

Il gigante di Wolfsburg ha bisogno di fare cassa. La crisi che sta attraversando il gruppo Volkswagen, stretta tra il rallentamento delle vendite globali e i costi astronomici della transizione ecologica, impone decisioni drastiche. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda la possibile vendita della controllata Everllence (precedentemente nota come MAN Energy Solutions), un’operazione che potrebbe fruttare fino a sei miliardi di euro e riportata da Handelsblatt.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il termine per la presentazione delle offerte preliminari è scaduto la scorsa settimana. Al tavolo si sono seduti pesi massimi del private equity internazionale: Blackstone, EQT e CVC, , ma anche investitori come CD&R e KPS. L’obiettivo dei fondi è chiaro: acquisire un asset industriale solido, ristrutturarlo e valorizzarlo. Questo, nell’ottica americana, probabilmente poertrà a tagli e licenziamenti.

Everllence non è un’azienda marginale. Produce motori marini, impianti energetici e pompe di calore, settori industriali “pesanti” e tradizionali che oggi, paradossalmente, si rivelano molto appetibili sul mercato. Volkswagen, conscia del valore strategico dell’azienda, punta a cederne il controllo, , ma vorrebbe mantenere una partecipazione di minoranza, come confermato da fonti dell’Handelsblatt.

Perché Volkswagen vende i “gioielli di famiglia”?

La mossa del CEO Oliver Blume e del CFO Arno Antlitz risponde a una necessità macroeconomica e industriale ben precisa. Il gruppo, che vanta dodici marchi e partecipazioni in circa 2.000 aziende, sta riorganizzando il proprio perimetro d’azione per concentrarsi sul core business.

Ecco i motivi principali dietro questa strategia di disinvestimento:

  • Fabbisogno di liquidità: Nonostante un flusso di cassa netto sorprendentemente positivo per sei miliardi di euro all’inizio del 2025 (dovuto principalmente a tagli agli investimenti e al capitale circolante), gli analisti avvertono che il dato non è strutturale. Servono soldi freschi.
  • I costi della mobilità elettrica: La transizione verso l’elettrico e la digitalizzazione sta bruciando capitale a un ritmo insostenibile senza iniezioni di liquidità esterne.
  • Il piano di risparmio globale: Dopo aver tagliato 15 miliardi nel 2024 e puntando a 18 miliardi nel 2025, la dirigenza è alla disperata ricerca di ulteriori margini di manovra finanziaria per evitare di incidere ulteriormente sulla forza lavoro e sulle fabbriche storiche.

Le altre partecipazioni sul tavolo

Everllence non è l’unico asset sotto la lente d’ingrandimento. La revisione del portafoglio potrebbe portare ad altre cessioni eccellenti, confermando una tendenza che vede la grande industria europea (come sta facendo anche Continental) alleggerirsi per sopravvivere.

Società / Joint Venture Settore di riferimento Valore stimato potenziale
Everllence (ex MAN) Motori marini, energia, pompe di calore 5 – 6 miliardi di €
MHP (controllata Porsche) Consulenza aziendale e IT ~ 1 miliardo di €
Bugatti-Rimac Hypercar di lusso ed elettriche ad alte prestazioni > 1 miliardo di €

Assistiamo a un classico riposizionamento strategico, o alla corsa verso la raccolta, disperata di, risorse finanziarie: si vendono le attività industriali solide e tangibili per finanziare un futuro elettrico e digitale che, al momento, assorbe risorse immense e restituisce margini ancora incerti. Se la scommessa dovesse fallire, anche per la concorrenza dei produttori cinesi, la continuità aziendale del marchio sarebbe in pericolo.

Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento

Annulla risposta

Exit mobile version