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Difesa

COMSUBIN: lo Scudo sulle Infrastrutture Strategiche Italiane. Esercitazioni speciali per affrontare le nuove minacce

Assalto a piattaforme offshore e navi da crociera: il GOI e il COMSUBIN si preparano alla guerra ibrida. Analisi delle esercitazioni Gold Finger e Black Shadow e le nuove capacità di proiezione strategica aerea della Marina Militare a difesa dell’economia nazionale.

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In uno scenario geopolitico dove la “guerra ibrida” non è più un’ipotesi accademica da manuale di studi strategici, ma una realtà fatta di droni, sabotaggi ai gasdotti e minacce ai cavi sottomarini, la Marina Militare Italiana alza il livello di guardia. Non si tratta più solo di “difendere i confini”, ma di garantire la sopravvivenza economica del Paese proteggendo i flussi energetici e commerciali.

È in questo contesto, decisamente poco rassicurante ma terribilmente reale, che il COMSUBIN (Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei”) ha intensificato le proprie attività, come confermato dalle recenti comunicazioni di Palazzo Marina relative alla fine del 2025. Il messaggio è chiaro: un attacco a una nave commerciale o a una piattaforma offshore non è un incidente, è un rischio sistemico che può mettere in ginocchio la sicurezza energetica italiana.

Le due anime del Varignano: GOI e GOS

Per i non addetti ai lavori, il COMSUBIN, con base nella storica fortezza del Varignano (La Spezia), è la punta di diamante delle nostre Forze Speciali.1 Si divide in due componenti operative fondamentali:

  • GOI (Gruppo Operativo Incursori): Gli eredi degli storici corpi speciali italiani, specializzati nell’assalto navale, liberazione ostaggi e operazioni speciali.
  • GOS (Gruppo Operativo Subacquei): L’élite mondiale per le operazioni subacquee, bonifica ordigni e lavori in profondità.

Le Grandi Manovre: Gold Finger e Black Shadow

Tra ottobre e novembre 2025, il COMSUBIN ha concluso due delle esercitazioni più complesse del panorama NATO per il contrasto al terrorismo marittimo e la difesa delle infrastrutture critiche.

  • La “Gold Finger” si è concentrata sulla vulnerabilità energetica. Lo scenario ha previsto la simulazione di un assalto a una piattaforma offshore dell’ENI nell’Alto Adriatico. Non è un mistero che le piattaforme siano obiettivi “paganti” per chi volesse destabilizzare l’approvvigionamento energetico nazionale. Un dettaglio tecnico rilevante,  è stata l’integrazione di un team di US Navy SEALs nell’operazione, a dimostrazione di una interoperabilità  con l’alleato americano e la capacità dei nostri corpi speciali di integrarsi con gli equivalenti degli alti Paesi NATO, se necessario, mostrando una preparazione ai massimi livelli mondiali.
  • Parallelamente, la “Black Shadow” ha spostato il focus sul turismo e sul trasporto passeggeri, simulando una crisi a bordo di una nave da crociera nel Basso Adriatico (in passato sono state coinvolte unità MSC e Costa Crociere). Ricordiamo che, purtroppo, le navi da crociera in passato sono state già vittime di attacchi terroristici.

L’assetto messo in campo dalla Marina è stato imponente e “joint”:

  • Elicotteri AW-101 in configurazione supporto operazioni speciali per il fast roping (discesa rapida su corda).2

  • L’unità navale speciale UNPAV “Tullio Tedeschi”.

    Mezzo UNPAV

  • Team IEDD (disinnesco ordigni improvvisati) del GOS.

  • Velivoli da pattugliamento marittimo P-72A del 41° Stormo di Sigonella (equipaggio misto Marina-Aeronautica).

Ecco una sintesi schematica delle principali esercitazioni svolte:

EsercitazionePeriodo (2025)Obiettivo PrincipaleAssetti Chiave
Gold FingerOttobre/NovembreDifesa Piattaforme Offshore (ENI)GOI, GOS, US Navy SEALs, UNPAV
Black ShadowOttobre/NovembreContro-terrorismo su navi passeggeriGOI, AW-101, P-72A
DelfinoAnnualeInterazione Forze Speciali – SottomariniGOI, Sottomarini U212A
MCADSLuglioProiezione strategica aereaC-130J, RHIB, Paracadutisti Folgore

La Capacità MCADS: Arrivare Ovunque, Subito

Uno degli aspetti più tecnici e affascinanti emersi dalle attività del 2025 è il mantenimento della capacità MCADS (Maritime Craft Aerial Delivery System). In parole povere: come portare un team d’assalto e la loro imbarcazione in mezzo all’oceano in poche ore? Li si lancia da un aereo.

Azione MCADS con lancio da C130 di un gommone Zodiac – Marina Militare

A luglio, un C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa ha aviolanciato un gommone a scafo rigido (RHIB) Zodiac Hurricane 7.33, assicurato su una piattaforma speciale PURIBAD. I paracadutisti del GOI si sono lanciati in caduta libera subito dopo, raggiungendo il mezzo in mare per effettuare un’operazione di liberazione ostaggi (HRO – Hostage Release Operation) su un mercantile.

Questa capacità, che richiede il supporto specialistico della Brigata Paracadutisti “Folgore” dell’Esercito per il condizionamento dei carichi, permette all’Italia di proiettare forza ben oltre l’orizzonte visibile, senza dover attendere i tempi di navigazione di una nave madre.

Sottomarini e il Futuro con Nave Olterra

Non si può parlare di deterrenza senza citare la componente subacquea. L’esercitazione “Delfino”, che ha visto la partecipazione del Sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, ha testato l’integrazione tra gli incursori e i sottomarini classe U212A. I battelli AIP (Air Independent Propulsion) sono piattaforme ideali per l’inserzione occulta di operatori speciali in acque ostili.

Gruppo GOI fuoriesce da un sottomarino U212 A (Marina Militare - Sestini)

Ma la vera svolta capacitiva è attesa per il 2027, con l’entrata in servizio della nuova unità SDO-SuRS (Special and Diving Operations – Submarine Rescue Ship) “Olterra. Questa nave, varata nel 2025 e in allestimento,  non sarà un semplice appoggio, ma un vero e proprio Quartier Generale galleggiante per le Operazioni Speciali (JSOCC), capace di gestire crisi complesse in autonomia. Un investimento necessario, considerando che la protezione delle “autostrade del mare” e dei gasdotti non è un lusso, ma la precondizione per la nostra sicurezza economica.

La Marina conferma uno stato di prontezza elevato. Le minacce alle infrastrutture energetiche e commerciali sono reali e sistemiche; fortunatamente, anche la risposta italiana sembra essere all’altezza della sfida, unendo tecnologia, addestramento interforze e quella punta di genio italico che, dai tempi della X^ MAS a oggi, il mondo ci invidia (e studia).

Nave Olterra


Domande e risposte

Perché la Marina si esercita sulle piattaforme petrolifere?

Le piattaforme offshore rappresentano nodi critici per l’approvvigionamento energetico nazionale. In uno scenario di guerra ibrida, colpire una piattaforma ENI non è solo un atto militare, ma un attacco diretto all’economia e alla stabilità sociale del Paese. Le esercitazioni come la “Gold Finger” servono a preparare i reparti speciali a riprendere il controllo di queste infrastrutture in tempi rapidissimi, minimizzando i rischi per il personale civile e prevenendo disastri ambientali o blocchi energetici.

Cosa significa l’acronimo MCADS e a cosa serve?

MCADS sta per Maritime Craft Aerial Delivery System. È una tecnica complessa che permette di paracadutare in mare un’imbarcazione d’assalto (gommone rigido) direttamente da un aereo da trasporto C-130J. Gli incursori si lanciano subito dopo l’imbarcazione. Questa capacità è fondamentale per intervenire in scenari molto distanti dalle basi nazionali o dalle navi amiche, permettendo al GOI di operare “ovunque” con un preavviso minimo, raggiungendo navi dirottate o aree di crisi in poche ore di volo.

Qual è il ruolo dei sottomarini nelle operazioni speciali?

I sottomarini moderni, come i classe U212A della Marina Militare, non servono solo per la caccia navale, ma sono vettori perfetti per le Forze Speciali. Grazie alla loro silenziosità e invisibilità, possono avvicinarsi alle coste ostili senza essere rilevati. Durante l’esercitazione “Delfino”, si è testata la capacità degli incursori di fuoriuscire dal sottomarino in immersione (tramite le garitte di “lock-out”) per condurre missioni di ricognizione o sabotaggio, garantendo l’effetto sorpresa essenziale in guerra asimmetrica.

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