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COMPLIMENTI AI 5 STELLE: MITTAL ABBANDONA ILVA. Gli errori di DI Maio portano a fondo la siderurgia e mettono a rischio migliaia di posti di lavoro

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La pasticciata politica industriale di Di Maio prima ed ora di Patuanelli, sempre M5s, mettono in grave pericolo sia la sopravvivenza dell’impianto siderurgico ILVA sia 15 mila posti di lavoro.

Come riferito da varie fonti il colosso indiano Mittal, che aveva preso in gestione l’impianto pugliese, ha deciso di praticare il recesso dal contratto tramite una lettera. In questa missiva l’azienda indiana  spiega che la società si era riservata la possibilità di uscire dall’accordo nel caso di iniziative legislative che rendessero troppo oneroso il rispetto del contratto stesso e l’implementazione della conversione e gestione dell’impianto.Nella lettera fra le motivazioni si indica la modifica voluta fortemente da Di Maio e dal M5s, cioè la cancellazione dello scudo legale per la società e i provvedimenti emessi dal tribunale penale di Taranto che obbligano i commissari straordinari di ILVA a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019,  termine ritenuto non realistico dagli attuali gestori. La Mittal, per questo ed anche per altri motivi ambientali, nion ritene più possibile proseguire nel rilancio dell’impianto e si tira indietro.

Ora ci saranno verti, riunioni, promesse, ricchi premi e cotillons, da parte del MISE, ma ra realtà è chiara e ben diversa: HANNO SBAGLIATO TUTTO. Cercare il primo ipercapitalista di passaggio e regalargli un impianto nella speranza che, preso da un impeto di bontà, lo risani e rilanci  è velleitario, nella migliore delle ipotesi. L’impianto DOVEVA essere risanato, o meglio la politica sull’acciaio italiana DOVEVA essere ripensata, non regalandola ad un privato, ma come elemento strategico del sistema industriale italiano. Il MISE non doveva trattare Taranto come un ferro vecchio, senza idee, senza prospettive, lavandosene le mani, ma doveva pensare ad una vera strategia industriale e, assumendosene gli oneri, procedere alla riconversione PER IL BENE DEL SISTEMA PRODUTTIVO ITALIANO. Invece Di Maio prima e e Patuanelli dopo hanno deciso di regalarlo al privato, con la successiva cazzata di renderlo responsabile per una situazione ambientale ereditata dai precedenti gestori, fra cui lo stato italiano stesso. Voi cosa avreste fatto al suo posto, se non mandare tutti al diavolo?

Sentiamo il prossimo fallimentare giro di giostra che ci propineranno Conte , Patuanelli, DI Maio e compagnia cantante. Quando però non c’è prospettiva e cultura politica non ci può essere nessun disegno industriale e questi fatti lo dimostrano in peno.

 

 


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