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Come Putin si è comprato la Germania, e a prezzo di saldo

 

L’articolo-intervista all’ex cancelliere tedesco Schroeder, filorusso e nel board di Gazprom, apparso sul New York Times è da leggere per due motivi essenziali nel capire le attuali evoluzioni del conflitto russo-europeo-americano-ucraino:

  • il  primo è per capire come il mainstream USA si stia orientando seccamente in direzione anti tedesca, o meglio anti-Scholz,  rinnegando quasi la vicinanza ideologica fra Lib-Dem in nome della superiore politica antirussa;
  • come la Russia di Putin abbia agito nella certezza di essersi comprata, a prezzo di saldo energetico, la condiscendenza tedesca, e quindi europea, alle proprie azioni.

Se il primo punto è evidentissimo nei toni dell’articolo, il secondo è comprensibile leggendo i contenuti dell’articolo. Schroeder non rinnega neanche un passo della propria politica e della propria storia personale. Con forza afferma che le scelte che ha fatto fossero fatte in quello che considerava l’interesse della Germania, e che furono approvate da tutti, compresa la CDU. Sul secondo punto ha perfettamente ragione: la Merkel dopo di lui prosegui sulla stessa  identica politica perfino dopo il 2014 e l’annessione della Crimea. Il primo turno mostra invece la totale, completa, miopia del politico moderno, tedesco o italiano che sia. Per una riduzione dei costi temporanea, anche perché comunque legata a mercati energetici difficili da prevedere Schroeder e chi dopo di lui, cioè Merkel e Scholz, hanno legato mani e piedi la Germania e quindi la UE alle forniture energetiche russe, assurte a una posizione di assoluto dominio. Non è mai una buona scelta legarsi a un solo fornitore, mai, in nessun caso, ma la Germania di Schroeder, Merkel. Scholz lo ha fatto. Ora il suo successore deve gestire un disastro che rischia di rispedire Berlino indietro di 20 anni economicamente, cosa che sinceramente si meriterebbe, se non fosse che porta a fondo anche noi.

Intanto Schoeder si prende i sui ricchi compensi come membro del board di Gazprom, centinaia di migliaia di euro all’anno. In Russia è ancora molto ben considerato, tanto da essere stato ricevuto da Putin appena prima della guerra e dal poter ritenere di avere un ruolo nelle trattative. In Germania è stato praticamente ostricizzato, ma a 78 anni, ricco, che cosa gli interessa? I problemi ora sono tutti di Scholz, e dei fessi europeisti che lo hanno seguito.

 


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