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CLAMOROSO: i tedeschi potrebbero ripensare il divieto di fracking nel mezzo della crisi energetica

 

Pozzo per fracking inglese

In Germania si è riacceso il dibattito sulla possibilità che la più grande economia europea, gravemente colpita dalle scarse forniture di gas dei gasdotti russi, prenda in considerazione l’abolizione del divieto di fracking, come riporta The Globe and Mail.

L’estrazione del gas tramite fratturazione delle roccie di scisto in Germania è vietata dal 2017.

Il mese scorso, la Russia ha ridotto la fornitura di gas naturale attraverso Nord Stream ad appena il 20% della capacità del gasdotto. L’ulteriore riduzione delle forniture è iniziata pochi giorni dopo che Gazprom ha riavviato il gasdotto al 40% della capacità dopo una regolare manutenzione di 10 giorni. In precedenza, la fornitura russa era stata ridotta al 40% della capacità di Nord Stream, dopo che Gazprom aveva dichiarato che una turbina inviata in Canada per le riparazioni era stata bloccata dalle sanzioni occidentali contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina. Il Canada ha inviato la turbina in Germania, ma non ha ancora raggiunto la Russia.

Tra le crescenti preoccupazioni per l’approvvigionamento di energia e gas in Germania quest’inverno e le potenziali ricadute su importanti industrie, come quella chimica, i partiti politici tedeschi stanno discutendo se derogare al divieto di fracking e consentire almeno l’esplorazione e i test.

I partiti di sinistra, tra cui i socialdemocratici al governo e i verdi, si oppongono all’abolizione del divieto di fracking, mentre i partiti conservatori sono favorevoli all’esplorazione in vista delle prossime carenze invernali.

“La significativa espansione della produzione nazionale di gas naturale ci renderà indipendenti e ripristinerà la nostra sovranità energetica”, ha dichiarato a The Globe and Mail Claudia Scholz, portavoce del partito liberale FDP.

Si ritiene che la Germania disponga di riserve di gas di scisto per oltre due trilioni di metri cubi, pari a 20 volte il consumo annuale di gas del Paese, che è di 100 miliardi di metri cubi, secondo i dati della BVEG, l’Associazione federale tedesca per il gas naturale, il petrolio e la geoenergia, citati dal The Globe and Mail. Quindi l’indipendenza energetica tedesca, almeno per una certa fase della propria transizione energetica, è vietata solo da questioni legali. 

La Germania sta anche discutendo se terminare la produzione di energia nucleare alla fine del 2022, come previsto, alla luce della crisi del gas. La Germania ha ancora tre centrali nucleari in funzione, che dovrebbero essere chiuse entro la fine di quest’anno secondo il piano adottato dal Paese per interrompere l’uso dell’energia nucleare dopo il disastro di Fukushima. La scorsa settimana, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha segnalato che “potrebbe avere senso” mantenere in funzione le centrali nucleari.


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