CinaEconomia
Cina, campanello d’allarme nei Servizi: occupazione in calo per il quinto mese. È la “ripresa” che non c’è o troppa efficienza?
L’indice PMI servizi CIna scende a 52.0, ma a preoccupare è l’occupazione in calo costante e i margini aziendali azzerati dalla concorrenza.

I dati macroeconomici che arrivano dall’Estremo Oriente continuano a raccontarci una storia molto diversa dalle narrative entusiastiche di certa stampa finanziaria. L’ultimo indice PMI dei servizi cinesi, targato RatingDog, si è attestato a 52,0 punti a dicembre 2025, in lievissimo calo rispetto al 52,1 di novembre. Ricordiamo che si tratta di indici previsionali settoriali, indicatori “soft”. Ecco il relativo grafico:
Tutto bene, quindi? Siamo sopra la soglia fatidica di 50 che separa espansione e contrazione? I numeri vanno letti, non solo guardati.
Una frenata strutturale Il dato di dicembre segna l’espansione più debole del settore terziario dallo scorso giugno. La crescita dei nuovi ordini e dell’attività commerciale ha toccato i minimi semestrali. Cosa significa? Che il motore della domanda interna cinese, quello che dovrebbe compensare le incertezze globali, sta perdendo colpi. A pesare è un rinnovato calo delle vendite estere, complice un flusso turistico che si è ridotto. Insomma, il mondo compra meno servizi cinesi e va meno in Cina.
Il dramma occupazionale (che nessuno vuole vedere) Ma il dato più preoccupante, quello che dovrebbe far saltare sulla sedia qualsiasi decisore politico keynesiano, è quello relativo al lavoro.
- L’occupazione è scesa per il quinto mese consecutivo.
- Le aziende stanno tagliando sia i lavoratori a tempo pieno che quelli part-time.
La scusa? “Preoccupazioni sui costi” e “piani di ristrutturazione”. La domanda aggregata non è sufficiente a giustificare l’attuale forza lavoro, quindi si taglia. Ma se si tagliano i salari e i posti di lavoro, chi sosterrà i consumi domani? È il classico cane che si morde la coda dell’austerity, versione mandarina.
La trappola dei prezzi: margini sotto pressione C’è poi un paradosso contabile che non promette nulla di buono per i bilanci aziendali:
- Costi in aumento: I prezzi degli input sono saliti, spinti dal rincaro delle materie prime (inflazione da costi).
- Prezzi di vendita in calo: Le aziende, per restare a galla in un mercato ferocemente competitivo, hanno abbassato i listini.
Stanno vendendo a meno mentre produrre costa di più. Quanto a lungo può reggere un sistema economico in cui i margini si comprimono costantemente?
Ottimismo o illusione? Curiosamente, il sentiment delle imprese è salito ai massimi da nove mesi, sperando in condizioni di mercato più forti e piani di espansione futura. Tuttavia, la fiducia rimane sotto la media storica a lungo termine.
Sembra quasi un ottimismo della volontà che cerca di sconfiggere il pessimismo della ragione (e dei bilanci). La Cina sta provando a sorridere, ma i fondamentali scricchiolano. Oppure si aspettano una rivoluazione di efficienza e di economicità, derivante dall’applicazione di massa della AI al settore dei servizi ?
Domande e Risposte
Cosa indica un PMI a 52,0 punti? Un valore superiore a 50 indica tecnicamente un’espansione del settore rispetto al mese precedente. Tuttavia, il calo rispetto ai mesi passati e il fatto che sia il valore più basso da giugno segnalano che questa crescita sta perdendo slancio. È una “crescita rallentata”, non un boom economico, sintomo di un’economia che fatica a trovare una marcia alta.
Perché il calo dell’occupazione è così grave? Perché dura da cinque mesi consecutivi. Quando le aziende tagliano personale (sia full-time che part-time) per “cost concerns”, significa che non vedono una domanda futura solida. Meno occupati significano meno salari distribuiti, quindi meno consumi interni, creando un circolo vizioso che deprime ulteriormente l’economia reale, al di là dei numeri del PIL.
Le aziende cinesi stanno guadagnando di più o di meno? Probabilmente di meno. I dati mostrano che i costi per le materie prime sono aumentati, ma le aziende sono state costrette ad abbassare i prezzi di vendita per battere la concorrenza. Questo fenomeno, chiamato “compressione dei margini”, erode i profitti e riduce la capacità delle imprese di investire o assumere in futuro.








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