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Chi c’è (e chi non c’è) al G7 italiano

la lista dei presenti è indicativa della qualità delle relazioni del G7

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Da domani sino al 15 giugno si terrà il G7 Italiano a Borgo Egnazia, in Puglia. Un’occasione in cui non solo si incontreranno i leader dei sette principali paesi occidentali, ma anche un momento in cui questi paesi incontrano e tessono relazioni con organizzazioni internazionali e con altri Paesi.

Per questo è importante sapere chi c’è e chi non c’è, perché fa comprendere quello che sta accadendo nel mondo

Iniziamo dalla lista di chi c’è, oltre ovviamente ai leader del G7.

Nazioni e organizzazioni internazionali:

· Algeria – Abdelmadjid Tebboune, Presidente
· Argentina – Javier Milei, Presidente
· Banca Africana di Sviluppo – Akinwumi Adesina, Presidente
· Banca Mondiale – Ajay Banga, Presidente
· Brasile – Luis Ignacio Lula da Silva, Presidente (Presidenza del G20)
· Emirati Arabi Uniti – Mohammed bin Zayed, Presidente
· Fondo Monetario Internazionale – Kristalina Georgieva, Direttore Operativo
· Giordania – Abdallah II, Re
· India – Narendra Modi, Primo ministro
· Kenya – William Ruto, Presidente
· Mauritania – Mohamed Ould Ghazouani, Presidente (Presidenza dell’Unione Africana)
· OCSE – Mathias Cormann, Segretario Generale
· ONU – Antònio Guterres, Segretario Generale
· Santa Sede – Papa Francesco
· Tunisia – Kaïs Saïed, Presidente
· Turchia – Recep Tayyip Erdoğan, Presidente

Chi Manca?

  • Cina. Mancano rappresentanti del governo cinese, a dimostrazione di un momento non facile di relazioni;
  • Sud Africa, che recentemente ha preso alcune posizioni non gradite agli USA su Israele;
  • Messico, in questo caso perché il presidente è stato appena eletto.
  • Tutto il Sud-Est asiatico, e questa è una mancanza grave, per un’area in rapida crescita demografica ed economica
  • Tutta l’Asia centrale, una sottovalutazione pericolosa.

Danto per scontata l’assenza dei paesi specificamente ostili, comunque ci sono dei grandi buchi, che vengono a indicare come il peso di questi meeting, spesso generatori di sole parole, sia in secco calo.  Per quanto riguarda i BRICS questi si rivelano, come diciamo da tempo, più un accordo economico che politico.

Però, almeno, si godranno la bella Puglia.

 

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