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CGIA: DA GIUGNO A LUGLIO 934 MILA NUOVI POSTI DI LAVORO. NECESSARIA NUOVA SPINTA PER LE PICCOLE AZIENDE

 

Come rileva la CGIA, riportata da Ansa, fra Giugno e Luglio 2019 ci si attende che in Italia siano creati 934 mila nuovi posti di lavoro e di questi 2 su tre saranno creati da piccole imprese con meno di 50 dipendenti. L’indagine Uniocamere Anpal inoltre approfondisce che, sulle 4 macro aree in cui viene divisa l’Italia, il Sud verrà a registrare il maggior numero di neo assunti: 258 mila, il 27,6% del totale. Inoltre il grosso verrà fornito, dal settore servizi, con il 72,5%, il 20% dal settore produttivo e solo il 7,5% dalle costruzioni.

Appare evidente che sono le piccole aziende nei servizi, “”Labour intensive”” a generare il maggior flusso di nuovi posti di lavoro, quindi con settori come il turismo, i servizi alle aziende, sia basici sia avanzati. Questo dovrebbe essere ben considerato dal governo, che, al fianco di grande investimenti, dovrebbe pensare alla costruzione di un ambiente positivo per la sopravvivenza e la stabilizzazione della piccola impresa. Mentre si vogliono imporre vincoli quali gli indici di solidità nella valutazione preventiva, sempre maggiori legami di carattere burocratico, corsi e corsetti francamente inutili che servono solo ad ingrassare un sottobosco di associazioni di categoria spesso parassitario. Quello che ha bisogno la piccola azienda italiana, al fianco di un alleggerimento fiscale, è la semplificazione burocratica, il sapere che gli adempimenti sono semplici, possono essere svolti in un tempo breve, con costi limitati, cioè l’esatto opposto di quello che avviene ora.

Facciamo un esempio: una piccola azienda con meno di 10 dipendenti si trova a che fare con:

  • innumerevoli adempimenti fiscali;
  • rappresentante della sicurezza del datore  di lavoro con relativi corsi;
  • rappresentante dei lavoratori, con relativi corsi;
  • corsi per tutti i dipendenti, a seconda del rischio
  • corsi antincendio;
  • corsi di pronto soccorso;
  • visite mediche generali;
  • esami specifici per settore;
  • una serie di normative igieniche non omogenee, ma lasciate alla perfetta arbitrarietà della ASL, se non del medico certificante;
  • e non parlo delle varie normative regionali, comunali etc

Basterebbe unificare i corsi, spesso ripetitivi, oppure standardizzarli all’interno del percorso scolastico, mettere regolamenti e passaggi chiari e trasparenti nei punti base, in modo da evitare che un medico chieda il rubinetto a pedale e quello successivo, perchè non gli stai simpatico, a fotocellula . Il sistema deve semplificare la vita a chi vuole lavorare in regola e renderla impossibile a chi vuole essere abusivo, non viceversa. Queste sono le vere riforme a costo zero, quelle che veramente possono favorire crescita e sviluppo a costi limitati. Bisogna solo avere il coraggio di percorrerle.

 

 


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