Economia
Cala la pressione fiscale e aumenta il potere d’acquisto nel terzo trimestre 2025

Mentre dalle opposizioni si continua a inveire contro un presunto aumento della pressione fiscale, i recenti dati Istat mostrano una realtà differente e dimostrano ancora una volta come i proclami politici spesso siano divergenti dalla realtà delle cose.
Nel terzo trimestre del 2025 il quadro di finanza pubblica, infatti, pubblicato dall’Istat, mostra una pressione fiscale in diminuzione e un indebitamento in crescita rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Nello stesso periodo, si registra un forte aumento del potere d’acquisto e della propensione al risparmio delle famiglie che, escludendo il periodo Covid, raggiunge livelli massimi dal terzo trimestre del 2009, mentre la spesa per consumi finali rimane debole. Per le società non finanziarie, dopo la crescita dell’ultimo trimestre, si osserva una diminuzione della quota di profitto, in continuità con la tendenza in atto dalla seconda metà del 2023. Aumenta lievemente il tasso di investimento.
Nel terzo trimestre 2025, quindi, la pressione fiscale è stata pari al 40%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dello 0,4% (1,6% nel terzo trimestre del 2024).
Il saldo corrente è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,3% (2,2% nel terzo trimestre del 2024). Nel periodo aumentano il potere d’acquisto e la propensione al risparmio delle famiglie che, escludendo il periodo Covid, raggiunge livelli massimi dal terzo trimestre del 2009.
Analizzando lo studio nel dettaglio emerge che nel terzo trimestre 2025, il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici (vale a dire per i nuclei familiari che consumano o che producono beni e servizi non finanziari esclusivamente per proprio uso finale) è aumentato del 2,0% rispetto al trimestre precedente. Sale dell’1,8% anche il potere di acquisto, a fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi dello 0,2%,. Nonostante questo, la spesa per consumi finali delle famiglie rimane contenuta, con un guadagno dello 0,3%. Simbolo di un atteggiamento prudente nei confronti delle spese quotidiane. Mentre, complici le feste natalizie, il carrello della spesa torna a correre a dicembre: +2,2%. In particolare si accentua il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona.
Le uscite totali nel terzo trimestre 2025 sono aumentate del 3,5% rispetto al corrispondente periodo del 2024 e la loro incidenza sul Pil (pari al 48,0%) è salita in termini tendenziali di 0,3 punti percentuali. Nei primi tre trimestri del 2025 la relativa incidenza è stata pari al 49,2%, in rialzo di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024.
Le uscite correnti e le uscite in conto capitale hanno registrato, nel terzo trimestre 2025, un aumento . Le entrate totali nel terzo trimestre 2025 sono aumentate in termini tendenziali dell’1,2% e la loro incidenza sul Pil si è attestata al 44,6%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024. Nei primi tre trimestri dell’anno, l’incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 44,7%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024.
Nel terzo trimestre 2025 le entrate correnti e le entrate in conto capitale hanno segnato entrambi, in termini tendenziali, un aumento, rispettivamente dello 0,7% e del 61,5% . Complessivamente, nei primi tre trimestri del 2025 le AP hanno registrato un indebitamento netto pari al -4,5% del Pil, in miglioramento rispetto al -4,7% del corrispondente periodo del 2024.









You must be logged in to post a comment Login