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Bruxelles all’Italia a meno di 72 ore dall’esito delle europee.

 

Già all’indomani delle elezioni europee che hanno premiato la Lega, La Commissione Europea, ha comunicato che avvierà a giugno una procedura contro l’Italia per debito eccessivo. Rischiamo una  multa  che dovrebbe aggirarsi intorno ai 3,5 miliardi di euro.

Vista la “puntualità dell’UE, occorrerebbe precisare due punti:
1) La gestione e sostenibilità del debito pubblico nel resto del mondo industrializzato è di competenza delle banche centrali, per la loro capacità di emettere moneta e acquistare titoli di Stato (monetizzazione), ad esempio il famoso programma del QE.
Ad esempio:
(traduzione tweet BCE)
Alla domanda su dove la BCE ha trovato i soldi per il QE, quest’ultima ha risposto come riportato dal tweet:
“Come una banca centrale, possiamo creare soldi per comprare gli assets”
E gli acquisti dei titoli di Stato, tramite QE sono la soluzione per calmierare gli spread, perchè i mercati ne vedono una garanzia sui debiti pubblici.

https://twitter.com/ecb/status/1105494215381913601

2) La multa per eccessivo debito, fa aumentare ancora di più il debito, oltre nel far fuoriuscire denaro che sarebbe utile da reinvestire per il PIL italiano.

Oggi replica anche la Bce stessa all’Italia dichiarando che: “Spread italiano mostra regole vanno seguite” e che
‘Anche incertezze Italia pesano su crescita Ue’
Come mostrato, il compito di calmierare i tassi di interessi sul debito spetta  alle banche centrali, con la loro capacità di emissione della moneta e acquisto titoli di Stato e quindi da funzione di garante.

Tra l’altro la BCE ha esaurito dal 1 gennaio 2019 il programma del QE e quindi oscillazioni sullo spread sono inevitabili e non da imputare agli Stati e in questo caso all’Italia.
In un tale quadro tra Italia ed Europa, se vogliamo analizzare il fatto che se tra Germania ed Italia esiste lo spread, significa che non c’è nessuna coesione europea, dal momento che il costo del debito ha prezzi diversi a poche centinaia di km di distanza tra i due Paesi, mentre il grafico in basso mostra che non risultano quasi alcune differenze di spread tra Germania e Giappone, questo perchè la banca centrale del Giappone esercita una garanzia sui titoli di Stato giapponesi. Al contrario, ad oggi tra Italia e Germania siamo a 279 punti di spread di differenza.
In sostanza, chi presta al Giappone, che ha addirittura il debito pubblico più alto del mondo, dovrà pagare, quindi il debito giapponese è un porto sicuro, visto che i rendimenti dei suoi titoli di Stato a 10 anni sono negativi. E ricordiamo, che nell’economia reale, il Paese asiatico ha un tasso di disoccupazione invidiabile, solamente al  2.5%! (marzo 2019).
Pertanto addebitare la riduzione dello spread e del debito all’Italia, chiedere nuove manovre,  si tradurrebbe solamente in austerità e quindi riduzione del pil che sarebbe proprio il detonatore dell’aumento del rapporto % debito-pil.
PS sul rispetto delle regole in Europa, la Francia ha annunciato che per il 2019 sforerà il deficit andando al 3.2% , la Spagna anche ha annunciato lo sforamento e la Germania ha chiuso il 2018 con l’ottavo anno consecutivo in violazione della soglia europea (6% del pil) del limite sull’accumulo del surplus commerciale delle partite correnti.

https://twitter.com/Schuldensuehner/status/1128175224158064640

 


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