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Brutte sorprese dalla Cina: stagflazione alle stelle

Chinese one-hundred yuan banknotes are arranged in a bowl for a photograph in Hong Kong, China, Tuesday, Dec. 10, 2013. The yuan rose to the strongest level in 20 years today on signs the Communist Party is already delivering on its November pledge to give markets a more “decisive” role in the world’s second-largest economy. Photographer: Jerome Favre/Bloomberg

Le previsioni del PIL cinese engono tagliate senza pietà da tutte le banche, nell’ottica di un rallentamento globale e di nuovi focolai di variante Delta Ultima a vedere questi tagli è stata  Goldman che ha tagliato le previsioni del PIL reale del terzo trimestre dal 3,5% al ​​2,3% trim/trim (vs. 5,8% in precedenza) e l’intero anno Previsione del PIL all’8,3% su base annua (rispetto all’8,6% precedente) poiché la banca ha “iniziato a vedere un indebolimento dei dati aggregati nazionali”.

Di fronte a questi dati ci sarebbe da aspettarsi un abbassamento dell’inflazione, invece l’Indice dei costi al consumo che è leggermente scesa, mentre quella dei costi alla produzione ha visto il proprio maggior valore dal 2008.

Ecco i numeri chiave:

  • Indice dei costi al consumo : +1,0% a/a e +5,3% su base mensile annualizzato a luglio, in calo dall’1,1% a/a di giugno ma più  elevato rispetto alle prvisioni di di Bloomberg: +0,8%
  • Alimentare: -3,7% a/a a luglio vs. -1,7% a/a a giugno.
  • Non alimentare: +2,1% a/a a luglio vs. +1,7% a/a a giugno.
  • Indice dei costi alla produzione: +9,0% a/a a luglio e +9,7% a/a annualizzato, superiore al +8,8% a/a di giugno e superiori alle previsioni di  Bloomberg: +8,8% a/a;

Ad abbassare l’indice dei costi al consumo sono stati gli alimentari   scena a -3,7% a/a a luglio dal -1,7% a/a di giugno. La deflazione dei prezzi della carne suina è aumentata a -43,5% a/a a luglio da -36,5% a/a a giugno, sebbene il calo sequenziale sia moderato. L’inflazione nelle verdure fresche è scesa a -4,0% a/a a luglio da +0,1% a/a di giugno, principalmente su una base alta. Al contrario, l’inflazione nella frutta fresca è salita al 5,2% a/a a luglio (contro il 3,1% di giugno) con una crescita sequenziale notevolmente accelerata.
L’inflazione sui prodotti  non alimentari è salita a +2,1% anno su anno a luglio da +1,7% anno su anno a giugno. I costi del carburante sono aumentati del 24,7% a/a a luglio, dal +23,6% a/a di giugno. L’inflazione core IPC (IPC headline esclusi alimentari ed energia) è salita a +1,3% a/a a luglio (vs. +0,9% a giugno), con l’inflazione nei servizi fino a +1,6% a/a a luglio (vs. 1,0% a giugno).
Quindi se l’inflazione in generale è sotto controllo per il  calo dei prezzi della carne, legato soprattutto alla fine dell’epidemia d’influenza suina che li aveva fatti esplodere degli ultimi due anni, quello dei prezzi industriali è sempre molto alto per un mix di prezzi energetici altissimi e di problemi della catena logistica.  Le aziende cinesi saranno costrette a contenere i margini per rimanere sul mercato. Questa operazione può funzionare per un po’ , ma prima o poi o aumenteranno i propri prezzi, portando direttamente alla stagflazione, oppure chiuderanno.

 


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