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BREXIT: l’unica cosa decisa è che non ci sarà il secondo referendum. Sul resto vedremo. Risultato di aver messo una Remainer a guidare la Brexit

 

 

 

Altra giornata di votazioni nel parlamento di Westminister, dove molti dei membri sono riusciti a farci rivalutare i parlamenti italiani.

Breve riepilogo: una legge, e sottolineiamo legge, impone il Brexit , l’uscita, per il 29 Marzo. Ieri una mozione, quindi una votazione di livello inferiore, come fonte giuridica, di una legge, avrebbe imposto alla May di uscire solo con un accordo, quindi senza il cosiddetto Hard Brexit.

Oggi il Parlamento è andato avanti nelle votazioni, ma sempre di mozioni e non di leggi. La prima è stata sulla possibilità di un secondo referendum che è stata seccamente respinta 338 a 85, mettendo una bella pietra sulle speranze dei Remainer dichiarati del “Independent Group”. Quindi è stata votata una nuova mozione che prevede il rinvio dell’applicazione dell’art 50 fino al 30 giugno (spiegheremo poi il perchè) per 412 a 202. Quindi appare che vi possa essere un rinvio, ma non oltre il 30 giugno, data oltre la quale i sudditi di Sua Maestà avrebbero dovuto partecipare alle elezioni europee.

Ora la situazione appare come una vittoria della May che può riproporre ad libitum il voto sull’accordo, cosa che inizierà domani.  Sarebbe interessante vedere dal punto di vista giuridica se la mozione di oggi supera la legge del 2018, ma pensiamo che Rees-Mogg porrà la domanda a cui ieri han risposto in modo negativo.

Il rinvio non può però essere unilaterale, ma deve essere approvato anche dai paesi della UE all’unanimità. Farage ha affermato che chiederà aiuto ai propri alleati, soprattutto in Italia ed in Polonia, perchè non approvino il rinvio. Nigel Farage è nello stesso gruppo europeo, EFDD, del M5s ed ha amicizie anche in Polonia. Ora il problema di un’operazione del genere richiede mezzi di convincimento: perchè i parlamenti polacco o italiano dovrebbero fare uno sgambetto alla May? Vedremo se Nigel avrà delle armi non solo dialettiche.

La confusione che sta derivando è frutto della scelta di mettere in mano ad una remainer il processo della Brexit. Si è presentata volontariamente come un agello sacrificale davanti a Juncker e Barnier ed il risultato è stato un accordo indigeribile. Vedremo come andrà a finire.

 

 


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