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CRESCE LA FEBBRE DA BREXIT: LE RAGIONI ECONOMICHE ALLA BASE DELLA LORO FORZA

Il Dayly Telegraph pubblica un articolo importante per la comprensione del fenomeno “febbre” da Brexit, un pezzo sulla motivazione allo svolgimento del voto.

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“…voters who want Britain to leave are more motivated than those who Say they are in favour of staying in”

Vi starete sicuramente chiedendo come sia possibile avere una simile febbre da abbandono (di un mercato peraltro vicinissimo). Domanda lecita, se si considera poi che, per commerciare con questa banda di pazzi, dovreste contrattare con degli esseri tipo questa:

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(Riferimento: pezzo di Sabato su Germania, Africa e accordi EPA).

La risposta è molto semplice. Perché farsi dominare dai tedeschi per rimanere in un mercato il cui valore è infinitamente inferiore a quello da sempre  di riferimento (il Commonwealth)?

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Sì nota immediatamente la sostanziale differenza fra i due mercati!

La UE non è uno stato EPPURE comandano i tedeschi. La UE non rappresenta neanche il 65% del valore del mercato del Commonwealth, EPPURE Berlino intende comandare su Londra come se il (suo) mercato comune fosse il doppio di quello garantito dal Commonwealth!

In aggiunta a quanto sopra, proprio oggi viene diffuso in UK un monitoraggio di CNBC il quale indica che il commercio globale degli inglesi col resto del mondo non cambierebbe in caso di Brexit:

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Le parole esatte sono:

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“There would be no change….”

Il problema dei tedeschi è che sfruttano il mercato comune (i nostri acquisti) per imporre (i loro) prodotti!

Ma il mondo non inizia e finisce con Berlino!

Eppure Merkellina e accolita pensano questo.

Sorry Sirs…..you’re wrong!

 

 

 

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