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Bitcoin e la tempesta perfetta: Cronaca di un crollo annunciato (e di come la liquidità globale è evaporata)
Dallo shock della Fed al “Fat Finger” di Bithumb, passando per la fine del Carry Trade. Non è solo panico: ecco come è evaporata la liquidità globale in 72 ore.

Nota per i lettori: L’analisi che segue fotografa una situazione di mercato estremamente fluida e in rapida evoluzione. Le informazioni relative a specifici eventi operativi (come le dinamiche degli exchange asiatici o i rumors sui fondi) sono basate sui dati disponibili al momento della stesura e potrebbero subire aggiornamenti. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e di analisi macroeconomica; non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria o invito all’investimento. In fasi di alta volatilità, la prudenza e la verifica delle fonti sono d’obbligo.
Non serviva un cigno nero, bastava guardare i fondamentali della liquidità. Mentre i piccoli investitori cercavano colpevoli oscuri su X (ex Twitter), i mercati hanno semplicemente fatto i conti con la realtà macroeconomica. La prima settimana di febbraio 2026 passerà agli annali come il momento in cui la speculazione ha incontrato il muro del “denaro costoso”.
Bitcoin, da sempre il canarino nella miniera degli asset di rischio, ha subito un repricing violento, perdendo oltre il 50% dai massimi di ottobre 2025 e scendendo a trattare nella fascia 60.000-70.000 dollari, con un minimo a 60 mila e massimo che si aggirano sui 70 mila. Un token che 6 masi fa valeva 120 mila, con un dimezzamento di valore:
Ma limitarsi a guardare il grafico è un esercizio sterile, buono per i trader della domenica. Quello a cui abbiamo assistito è una tempesta perfetta generata dalla convergenza di cinque vettori distinti: un cambio di regime alla Fed, la fine del denaro gratis a Tokyo, la rotazione settoriale verso l’Intelligenza Artificiale e il collasso della struttura tecnica dei mercati.
Analizziamo a mente fredda cosa è successo, dati alla mano, senza l’isteria dei social media ma con il cinismo necessario per capire i flussi di denaro.
- Lo Shock Warsh: Il Ritorno del “Hard Money”
Il primo domino a cadere è stato politico-monetario. Per tutto il 2025, i mercati si erano cullati nell’illusione di un “Fed Put” eterno, o quantomeno di una Fed accomodante sotto pressione politica. L’annuncio del 30 gennaio, con cui il Presidente Trump ha nominato Kevin Warsh come successore di Jerome Powell, ha distrutto questa narrativa in un pomeriggio.
Warsh non è una colomba. È l’antitesi delle politiche accomodanti: un falco della tradizione classica, un critico storico del Quantitative Easing e un sostenitore della stabilità dei prezzi sopra ogni cosa (anche sopra la tenuta dell’S&P 500). Il mercato, che non perdona, ha immediatamente prezzato un regime di tassi reali positivi per un periodo prolungato.
- La reazione del Dollaro (DXY): L’indice è rimbalzato violentemente da 95,25 a 97,15 in meno di 48 ore. Quando il denominatore (il Dollaro) si rafforza, il numeratore (Bitcoin, Oro, materie prime) crolla. Non è un caso che anche l’oro abbia ceduto quasi 1.000 dollari l’oncia.
- I Bond Vigilantes: Il rendimento del trentennale USA ha sfiorato la soglia psicologica del 5%. La domanda che si pongono i grandi allocatori di capitale è brutale nella sua semplicità: perché rischiare su un asset volatile come le crypto quando posso ottenere un 5% garantito dallo Zio Sam? Lo Sharpe Ratio di Bitcoin è crollato ai minimi storici, rendendolo tossico per i portafogli istituzionali in questo nuovo regime di “sound money”.
- Tokyo chiude i rubinetti: La fine del Carry Trade
Se la Fed decide il costo del denaro, la Bank of Japan (BoJ) ne decide spesso la quantità speculativa disponibile nel sistema. La decisione della BoJ di alzare i tassi allo 0,75% – un’enormità per gli standard giapponesi degli ultimi trent’anni – ha colto tutti in contropiede, dato che l’inflazione a Tokyo sembrava in calo (1,5% vs 2,0% atteso).
Questo ha innescato l’implosione del Yen Carry Trade, il motore occulto del rialzo del 2024-2025.
Il meccanismo è noto ai tecnici: gli hedge fund prendevano in prestito Yen a tasso zero per comprare asset americani (tech e crypto). Con lo Yen che si apprezza bruscamente (il cambio USD/JPY è crollato da 157 a 153) e il costo del prestito che sale, il trade diventa matematicamente in perdita.
Il risultato è una Margin Call globale. Chi aveva preso soldi in prestito a Tokyo è stato costretto a vendere l’asset più liquido e volatile in portafoglio (Bitcoin) per coprire i buchi, in una liquidazione forzata totalmente insensibile al prezzo.
- La Grande Rotazione: L’IA prosciuga il capitale (e l’energia)
Mentre il mondo crypto bruciava, l’economia reale (o meglio, quella “reale” del futuro) continuava a macinare. I risultati di Amazon, con un piano di Capex mostruoso da 200 miliardi di dollari per l’IA nel solo 2026, hanno sancito una verità scomoda: l’Intelligenza Artificiale è il nuovo buco nero che attrae tutto il capitale di rischio disponibile.
C’è di più. Non è solo una questione finanziaria, ma fisica ed energetica.
- L’esodo dei Miner: Con Bitcoin a 60k e i costi energetici in salita, minare non conviene più. Il costo di produzione medio è stimato sopra i 58.000 dollari. Molte aziende di mining quotate (come Riot e IREN) stanno capitolando, vendendo le loro riserve di Bitcoin per convertire i data center in hub per il calcolo ad alte prestazioni (HPC) al servizio dell’IA. È più redditizio affittare GPU a Nvidia che cercare blocchi sulla blockchain.
- Hashrate in calo: La sicurezza della rete è scesa, con un calo dell’hashrate stimato tra il 10% e il 40%. Le macchine vengono spente o riconvertite. È una capitolazione industriale, che, per fortuna, è stata invertita abbastanza rapidamente:
- Il Giallo della “Balena” Asiatica e il fallimento del mercato
Qui entriamo nella cronaca finanziaria più oscura. Mentre i macro-fattori creavano il contesto, la struttura del mercato ha fornito la dinamica del crollo. In sole 72 ore sono stati liquidati 5,4 miliardi di dollari di posizioni, cifre superiori al crollo di FTX nel 2022.
Circolano voci insistenti, analizzate anche da esperti come Dovey Wan e riportate da blog di settore, su un misterioso fondo asiatico.
- L’ipotesi “Hong Kong”: Si parla di un fondo che avrebbe venduto volatilità sugli ETF Bitcoin (IBIT) e che, sorpreso dal movimento, sarebbe saltato. Tuttavia, Wan smentisce: Hong Kong è un villaggio finanziario, se qualcuno fosse saltato si saprebbe già.
- L’ipotesi TradFi: È più probabile, come suggerisce Franklin Bi di Pantera Capital, che a saltare sia stato un attore della finanza tradizionale (TradFi) esposto su più asset. Un cross-asset whale che, colpito sul lato Yen e Oro, ha dovuto liquidare la parte più liquida del portafoglio: le crypto.
- Gamma Negativo: Le banche che avevano venduto prodotti strutturati si sono trovate in “gamma negativo” . Più il prezzo scendeva (rottura dei 78.700$), più i loro algoritmi dovevano vendere futures per coprirsi, alimentando la spirale ribassista in un loop perfetto. Quindi una crisi autoalimentante.
- Errori Operativi: Il “Fat Finger” di Bithumb
Come se non bastasse, la legge di Murphy ha colpito la Corea del Sud. L’exchange Bithumb, in un errore promozionale dai contorni grotteschi, ha distribuito erroneamente 2.000 Bitcoin agli utenti invece di piccole somme in Won (o forse un valore nozionale errato che ha creato un buco di bilancio, le versioni sono ancora contrastanti). Questo errore avrà anche degli effetti legali, dato che le autorità coreane sono entrate in materia.
Il risultato? Un flash crash immediato sulla piattaforma, con gli utenti che correvano a vendere i Bitcoin “regalati”. Nell’era del trading ad alta frequenza (HFT), i bot globali hanno letto il crollo su Bithumb e hanno arbitraggiato al ribasso su Binance e Coinbase, diffondendo il panico in millisecondi in tutto il globo. Bithumb ha recuperato gran parte dei fondi, ma la fiducia è andata persa. Un fenomeno che ha accentuato una situazione comunque negativa.
Sintesi dei Dati
Per chi ama i numeri, ecco la tabella della devastazione:
| Fattore Scatenante | Dato Chiave | Impatto sul Mercato |
| Politica Monetaria | Nomina Kevin Warsh (Falco) | Tassi reali su, Oro e BTC giù |
| Liquidità Globale | BoJ alza tassi allo 0,75% | Fine del Yen Carry Trade |
| Settore Tech | Amazon Capex $200Mld | Capitali spostati da Crypto a AI |
| Derivati | $5.4 Mld liquidati in 72h | Squeeze delle posizioni lunghe |
| Operativo | Errore Bithumb (2.000 BTC) | Flash Crash e perdita di fiducia |
Pulizia necessaria o Inizio della Fine?
Siamo di fronte a un reset strutturale, non a una semplice correzione. La liquidità è stata ritirata da tre direzioni simultaneamente: monetaria (Fed), speculativa (BoJ) e settoriale (AI).
La “pulizia” della leva finanziaria è stata brutale ma forse necessaria per eliminare gli eccessi. Tuttavia, attenzione ai facili ottimismi dei “buy the dip”: con un “Warsh Fed” all’orizzonte e il Giappone che normalizza i tassi, l’era del denaro facile che ha gonfiato le vele di Bitcoin è, per ora, sospesa.
Il livello da monitorare è 60.000$. Se cede quello, potremmo scoprire che la tana del coniglio è molto più profonda di quanto pensassimo. Per ora il mercato si sta muovendo in direzione opposta, e, in generale, Bitcoin ci ha abituato a molte crisi e rimbalzi. Le criptovalute non sono un mercato per cuori deboli.









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