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Biden: più gas naturale liquido alla UE, contro Putin e contro noi stessi. Ma ci sarebbero soluzioni più intelligenti…

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Il petrolio si è leggermente indebolito dopo che il Washington Post ha pubblicato la notizia che Biden e la UE avrebbero annunciato un’iniziativa per incentivare e guidare le spedizioni del LNG, il gas naturale liquido Nord Americano nella UE. L’annuncio sarebbe arrivato perchè i funzionari europei avrebbero chiesto agli Stati Uniti di fare di più per aiutarli a ridurre la loro dipendenza dalle fonti energetiche russe.

L’annuncio, parte di un “drammatico sforzo” per privare la Russia della leva finanziaria derivante dal gas, segnerebbe una mossa insolita per riordinare il flusso di energia mondiale, un cambiamento che potrebbe avere un impatto  di lungo periodo e va incontro alle richieste europee in materia.

Il consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, Jake Sullivan, ha detto che un accordo sarà annunciato venerdì. Secondo un funzionario statunitense, ha lo scopo di garantire la fornitura di gas naturale americano e idrogeno per l’Europa.

Sullivan ha detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One mercoledì:

Una delle principali priorità sia per il presidente che per i suoi alleati europei è ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas russo, punto e punto, e la tabella di marcia pratica su come farlo: quali passi devono essere presi, cosa possono contribuire gli Stati Uniti, quello che l’Europa deve fare da sola.

Parlando ai legislatori dell’UE a Bruxelles mercoledì, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che tutti i membri dell’UE “possono contribuire a ridurre la nostra dipendenza dal gas russo”.

Ovviamente, l’invio di una flottiglia di cisterne per il gas liquido in Europa non è una novità e questo piano è stato sospeso per un po’: un problema noto qui è che la Germania non ha terminali di rigassificazione , per cui ci vorranno almeno 1-2 anni per costruire le strutture necessarie a un costo di miliardi. Probabilmente è anche il motivo per cui, dopo un aumento di oltre il 20% ieri a seguito della notizia che Putin accetterà solo rubli per gli acquisti di gas russi, i prezzi del gas europeo si sono appena mossi dopo il rapporto WaPo, senza calare maggiormente.

Certo, se la UE e i singoli paesi annunciassero anche una campagna di liberalizzazione delle estrazioni nella stessa UE in Francia, Italia, Spagna e Polonia, che hanno importanti giacimenti di gas tradizionale o shale i prezzi scenderebbero subito, come sarebbe molto minore la nostra dipendenza dall’estero. Però siamo il continente dei fighetti Nimby, che non vogliono disturbi. E allora, per ora, paghiamo.

 


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