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AUX ARMES CITOYENS. Sicurezza, disarmo ed immigrazione non sono compatibili, nonostante tutti i miti della sinistra stupida.

 

 

jihaidista MOD

 

La strage di Parigi ha portato nelle nostre città il “terrorismo diffuso”: non si colpisce più una stazione, un aereo , un luogo particolarmente simbolico, un nemico ideologico o religioso. I terroristi vanno per strada, armi alla mano, sparano ai ristoranti, entrano in un teatro e sparano al pubblico. La polizia è apparsa impreparata, intervenendo solo dopo decine di minuti: magari pensavano che si trattasse di una crisi di ostaggi, non di una massacro. La morte va per strada e bussa alle vite delle persone normali …

Questa minaccia si nutre della tranquillità a cui ci eravamo abituati e della tolleranza, oltre il limite della debolezza. Abbiamo paura di affermare i nostri valori umani, personali ed artistici, quegli stessi che han reso grande l’Europa nel passato. Basta ricordare il vergognoso caso della scolaresca a cui è stato impedita la visita alla mostra di arte religiosa, che sarà religiosa ma è prima di tutto un’arte: come se potesse essere scandaloso imparare, vedere il bello, che poi può esserci anche in un tempiò Indu o in una Moschea o in un Totem.

La strage  francese insegna che, quando non si ha più il coraggio di affermare la propria identità gli altri si sentono autorizzati ad annientarti: del resto se non sei nessuno, hai paura delle tue radici e dei tuoi valori, sei un nulla a cui chiunque violento può togliere la vita. Coloro che vogliono ridurci al nulla, vogliono mettere a tacere il nostro essere, che vogliono l’accoglienza “senza se e senza ma” per poter cancellare  ciò che la storia ha reso l’Europa, sono taciti  correi di chi porta le armi.

Ciò premesso , come è possibile rispondere ad una minaccia che può avverarsi per strada o in qualsiasi luogo urbano, in qualsiasi momento? Pensare che servizi segreti o forze dell’ordine possano essere presenti in ogni luogo in qualsiasi momento è stupidamente utopistico: per dare un’idea un servizio continuo di guardia ad una singola posizione richiede il servizio di 25 poliziotti.  Questo tipo di servizio non può essere garantito a nessuna città del mondo.

Una soluzione già utilizzata in passato è quella di armare i cittadini, o almeno una parte selezionata degli stessi. Se anche solo il 3% del pubblico presente al teatro Bataclan avesse avuto uno strumento per autodifesa la carneficina sarebbe stata molto più limitata, e non prolungata per decine di minuti.  Appare una pretesa utopistica e pericolosa? sappiate che nel XIX secolo erano diffuse, in tutta Europa, le “Società di tiro”, sovvenzionate dai singoli stati nazionali, dove era possibile esercitarsi all’uso delle armi, soprattutto in vista di eventi bellici. Non sarebbe quindi possibile selezionare un 3-5% della popolazione che, su base volontaria, si addestrasse all’uso delle armi e fosse autorizzata a detenerla in pubblico ? Preferite forse essere in balia di qualsiasi Jihadista tornato con un prurito alle mani dalla Siria ? O pensate che realmente lo stato possa assumere sufficienti forze dell’ordine ?

Non fatevi fuorviare dai buonisti di casa nostra, da quelli che vi dicono Tanto a noi non capiterà”. quelli del “Non disturbiamoli, così non ci faranno niente ” (come se i poveretti che passavano un venerdì al ristorante fossero tutti degli estremisti antislamici..), del “Tolleriamo, noi siamo tolleranti, noi accettiamo tutti”. Non credete alle loro vane parole. Se volete difendere le vostre vite ed i vostri valori non avete che una via, quella delle armi, in modo diretto o indiretto.

 

 

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