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Atene-Mosca speranze per una bella pasqua ortodossa.

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Dopo anni di collaborazionismo greco verso Berlino e Bruxelles, Atene si avvicinerà a Mosca. Il primo ministro Tsipras andrà in Russia questo prossimo 8 aprile per incontrare il presidente russo Putin ed in agenda ci sono gli accordi per rimuovere le limitazioni alle esportazioni greche in Russia, (ovvero il veto di Atene su ulteriori sanzioni UE a Mosca) che ne avrebbe tanto bisogno visto la situazione economica  della Grecia. La gestione della Troika in Grecia, non sono state delle vere e proprie sanzioni ai danni della popolazione ellenica?
Inoltre nel vertice Putin-Tsipras si discuterà anche di possibili aiuti finanziari  da parte di Mosca, soprattutto per il fatto che il giorno dopo, Atene in teoria rimarrebbe a corto di liquidità per erogare pensioni, stipendi e la tutta la macchina statale se non gli verrà concessa una tranche di aiuti finanziari oltre a dover rimborsasse un un prestito del FMI di 450 mln di euro. Tsipras ha già fatto sapere che prevarranno prima i pagamenti statali e non il rimborso ai creditori internazionali.
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Non che voglia elogiare il Premier greco, ma almeno questo è l’unico che ha intrapreso un approccio serio con Mosca, rispetto al resto dei capi di governo europei allineati agli ordini di Washington prima di tutto.
Per come è stata trattata la Grecia, prima adescata con prestiti “facili” e poi punita con restituzione di quei soldi “facili” con interessi da usura dopo la crisi del 2008 con la speculazione dei creditori, Atene dovrebbe lasciare la moneta unica ed in caso  ripagare i suoi debiti in moneta nazionale emessa da una sua banca centrale statale e non in euro, legando poi ad un partenariato economico militare con Mosca.
L’appartenenza poi alla religione ortodossa, permettono questi due Paesi di sviluppare dei rapporti basati anche sulla solidarietà e non sulle “riforme” in cambio di “aiuti” come avviene in Europa con la TROIKA.
Berlino e Atene cosa hanno in comune invece? solamente un triste rapporto tra creditore in cerca di profitti e debitore con l’acqua alla gola.
Inoltre per scongiurare una maggiore ingerenza americana nel mediterraneo, Atene, come ha fatto Cipro, dovrebbe ospitare qualche base navale russa in qualche sua isola.

Staremo a vedere, intanto la piccola Grecia sta diventando un importante pilastro, forse l’unico che sta reggendo in piedi il castello (di carte) europeo, alla faccia dell’ideologia europeista che predica la mania di grandezza contro le piccole sovranità nazionali.

 

 

 

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